Tirreno-Adriatico, a Del Toro il tridente, Milan show a San Benedetto

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il messicano Isaac Del Toro, ventidue anni, ha vinto la 61esima edizione della Tirreno-Adriatico, imponendosi al termine di una settimana di corsa che lo ha visto protagonista assoluto fin dalle prime battute. L’alfiere della UAE Team Emirates XRG, che già aveva lasciato il segno lo scorso autunno e che conferma una progressione costante e inarrestabile, ha gestito con la freddezza di un veterano il vantaggio accumulato nella frazione regina di Camerino, dove sabato aveva staccato tutti sullo strappo finale della Madonna delle Carceri. Alla partenza da Civitanova Marche, ultima tappa di 142 chilometri con destinazione San Benedetto del Tronto, Del Toro si presentava con una dote di 42 secondi sul marchigiano Giulio Pellizzari e di 41 sullo statunitense Matteo Jorgenson, un margine che sembrava poter mettere al riparo da qualsiasi sorpresa, considerato un percorso privo di insidie altimetriche e disegnato per esaltare le ruote veloci.

E proprio la volata, come da copione, ha deciso l’ultima giornata di gara, regalando al pubblico italiano l’ennesima prova di potenza di Jonathan Milan. Il friulano della Lidl-Trek, che qui aveva già vinto nel 2024 e nel 2025, ha completato una tripletta ideale, confermandosi lo sprinter più performante del panorama internazionale quando si tratta di lanciare la bicicletta negli ultimi 200 metri. Milan, che nei giorni precedenti aveva sofferto le pendenze più dure per via della sua stazza, ha aspettato il momento giusto, sfruttando il lavoro dei compagni che lo hanno tenuto al riparo dal vento e dalle posizioni sbagliate, per poi scatenare una progressione inesorabile che ha lasciato alle sue spalle l’australiano Sam Welsford, secondo al traguardo, e il belga Laurenz Rex, terzo. Una volata regale, l’hanno definita molti, che porta la firma di un corridore capace di esprimere una potenza pura fuori dal comune e che ora guarda con fiducia alle prossime classiche di primavera.

Dietro lo spettacolo della volata, però, si è consumato il dramma sportivo di Giulio Pellizzari, che ha visto sfumare il secondo posto in classifica generale per una manciata di secondi. Il giovane corridore della Red Bull-Bora-Hansgrohe, partito con l’obiettivo di difendere la piazza d’onore, è stato vittima del regolamento e dell’astuzia della Visma-Lease a Bike, che nel traguardo volante di San Benedetto del Tronto ha piazzato Jorgenson al primo posto. I tre secondi di abbuono guadagnati dallo statunitense, infatti, gli hanno permesso di scavalcare l’italiano per appena due secondi, complice anche il ritardo con cui Pellizzari ha tagliato il traguardo intermedio, chiuso in mezzo al gruppo e senza possibilità di replicare. Una beffa amara per il marchigiano, che correva sulle strade di casa e che aveva commosso tutti con la sua grinta sul Sassotetto, ma che deve accontentarsi del terzo gradino del podio, un risultato comunque di prestigio per un ragazzo della sua età e che lascia ben sperare in ottica Giro d’Italia.

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