Isaac Del Toro conquista la Tirreno-Adriatico, a Milan l'ultima volata di San Benedetto
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Si è chiusa nel segno di Jonathan Milan, con la sua terza affermazione consecutiva sul traguardo di San Benedetto del Tronto, la 61esima edizione della Tirreno-Adriatico, ma a salire sul gradino più alto del podio finale, e a fregiarsi del Tridente, è per la prima volta un messicano, quel Isaac Del Toro capace di amministrare con intelligenza e freddezza il vantaggio accumulato nella tappa regina di Camerino. La frazione conclusiva, una Civitanova Marche-San Benedetto del Tronto di 142 chilometri pensata per i velocisti, non ha riservato scossoni alla classifica generale, nonostante il ritmo elevato impresso sulle dolci colline marchigiane e una caduta negli ultimi chilometri che ha rischiato di coinvolgere lo stesso leader della Uae Team Emirates Xrg. Il copione, in avvio, sembrava dover essere scritto dalla fuga di tre coraggiosi – Mikel Xabier Azparren, Dries De Bondt e Roberto Carlos Gonzalez – ma il loro tentativo è stato vanificato dall'azione poderosa di Mathieu Van Der Poel sul Gpm di Ripatransone, un'azione che ha frullato il gruppo senza però intaccare la sostanza della graduatoria. È stato invece Matteo Jorgenson, con un guizzo al traguardo volante, a ritoccare le posizioni nobili della generale, scavalcare Giulio Pellizzari e issarsi al secondo posto, a 40 secondi da Del Toro, relegando il giovane marchigiano della Red Bull-Bora-Hansgrohe al terzo gradino del podio a 42 secondi.
L’ultima fiammata di Milan in una volata condizionata dalla paura
Nel momento clou della giornata, quando il gruppo è tornato compatto per darsi battaglia sul lungomare, lo scenario è stato sconvolto da un incidente a 2,6 chilometri dall’arrivo che ha coinvolto, tra gli altri, Jasper Philipsen e il francese Paul Magnier, finiti rovinosamente a terra. In quel frangente, chi era davanti ha potuto evitare il peggio, e tra questi c'era proprio il friulano della Lidl-Trek, Jonathan Milan, che ha dovuto schivare la caduta e ripartire per rilanciarsi in una volata che ha definito "paurosa ma perfetta" nel lancio di Edward Theuns. Una volta rimesso in moto, non c'è stata storia per Sam Welsford e Laurenz Rex, giunti rispettivamente secondo e terzo, perché Milan ha fatto valere la sua potenza devastante, regalandosi un successo che cercava dopo qualche sprint non perfettamente interpretato nei giorni precedenti.
La classifica finale e l’eredità di un nuovo fenomeno
Con l’ultimo rettilineo di San Benedetto a celebrare il solito Milan, Isaac Del Toro poteva quindi gustarsi il traguardo, arrivato 123esimo ma con lo stesso tempo dei primi dopo che la giuria, giustamente, lo ha neutralizzato a causa della caduta negli ultimi tre chilometri. Il suo trionfo finale, con 26 vittorie in carriera a soli 22 anni – più di quante ne avesse Tadej Pogačar alla stessa età – delinea i contorni di un talento cristallino, capace di vincere una corsa dura e insidiosa come la Tirreno senza un arrivo in salita, ma con tappe di media montagna dove ha dettato legge. Dietro di lui, nella top ten definitiva, trovano posto anche Tobias Halland Johannessen, Primoz Roglic e Giulio Ciccone, a testimonianza di un livello di opposizione altissimo, mentre l'Italia può comunque sorridere per la rivelazione Pellizzari e per la conferma di Milan in vista delle prossime classiche.




