Tirreno-Adriatico, a San Gimignano vince Van der Poel in una volata a tre. La maglia passa a Del Toro

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   La pioggia battente caduta nelle ultime ore, quella stessa pioggia che aveva reso viscido il selciato e trasformato in trappole mortali i tratti di sterrato bianco delle colline senesi, non ha impedito a Mathieu Van der Poel di iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro della seconda tappa della Tirreno-Adriatico, la Camaiore-San Gimignano di 206 chilometri, un vero e proprio antipasto di Classiche che ha offerto uno spettacolo degno delle attese. Il campione olandese della Alpecin-Premier Tech, otto volte iridato del ciclocross e quindi tecnicamente a proprio agio su fondi insidiosi, ha dovuto però faticare ben più del previsto per avere la meglio su due giovani leve che non hanno mostrato alcun timore reverenziale, il messicano Isaac Del Toro e l’italiano Giulio Pellizzari, capaci di riportarsi sulla sua ruota dopo un suo allungo e di giocarsi la vittoria in una volata ristretta che ha esaltato i tifosi accalcati sotto le torri medievali.

Il tracciato, come spesso accade in queste occasioni, si era snodato per gran parte della giornata lungo il litorale tirrenico, consentendo al gruppo di viaggiare compatto e di tenere sotto controllo una fuga di quattro corridoi, composta da Iacchi, Bou, Sevilla e Tarozzi, che non ha mai rappresentato una minaccia concreta per le squadre dei big. È stato nel momento in cui la strada ha cominciato a inerpicarsi nell'entroterra, superato il traguardo volante di Pomarance e scalato il GPM di Castelnuovo Val di Cecina, che la fisionomia della corsa è mutata radicalmente, preparando il terreno per il patibolo finale. L’ingresso nel vivo della provincia di Siena, con il passaggio da Casole d’Elsa e Colle Val d’Elsa, ha alzato la tensione e la pioggia, caduta copiosa, ha reso il manto stradale una lastra di ghiaccio, provocando apprensione e qualche caduta, come quella che ha coinvolto Thymen Arensman, allontanandolo dalla lotta per le posizioni di vertice.

La vera e propria battaglia, tuttavia, è iniziata con l’imbocco del tratto di sterrato, un settore di circa cinque chilometri in costante e insidiosa ascesa che ha fatto da cesoie al gruppo. È stato qui che Van der Poel, temendo di rimanere imbottigliato in una caduta o di dover inseguire in condizioni proibitive, ha piazzato la propria accelerazione decisa, una mossa che sembrava poter tagliare le gambe a tutti i rivali. La sua azione, però, non ha sortito l’effetto sperato: prima il messicano Del Toro, con una progressione poderosa e inarrestabile, e poi il marchigiano Pellizzari, in un generoso slancio di gamba e di cuore, sono riusciti a ricucire lo strappo, riformando un terzetto di testa che si è presentato compatto ai piedi dello strappo finale in pavé che conduce a San Gimignano, un muro di 1200 metri al 7% che ha fatto da cornice a un epilogo da manuale. Nella volata a tre, partita forse un po’ troppo presto da Pellizzari, la potenza e l’esperienza di Van der Poel hanno fatto la differenza, consentendogli di prevalere per una manciata di centimetri, ma se l’olandese è tornato al successo nella Corsa dei due mari a distanza di cinque anni dall’ultima volta, il vero trionfatore di giornata, per gli effetti in classifica generale, è stato il giovane messicano.

Isaac Del Toro, grazie al secondo posto e ai secondi di abbuono guadagnati, ha infatti scalzato dalla vetta Filippo Ganna, vincitore della cronometro d’apertura ma oggi inevitabilmente attardato, e indossa ora la prestigiosa Maglia Azzurra di leader. La sua prova di forza, per distacco la più significativa di questa prima parte di stagione assieme alla vittoria nella Volta a Catalunya, lo proietta prepotentemente tra i favoriti per la vittoria finale, sebbene le insidie delle prossime tappe, e in particolare gli arrivi in salita, dovranno fornire ulteriori conferme. Alle sue spalle, in classifica generale, si trova proprio Giulio Pellizzari, staccato di appena tre secondi, a testimonianza di una giornata memorabile per il ciclismo italiano, che ritrova un talento caparbio e combattivo, capace di reggere il confronto con due dei nomi più caldi del panorama internazionale in un finale che non ammetteva calcoli né errori.

La carica dei giovani e l’ordine d’arrivo

L’esplosività dimostrata dal terzetto di testa non ha lasciato scampo al gruppo degli inseguitori, giunto al traguardo con un ritardo di circa quindici secondi che ha sancito la spaccatura definitiva nella corsa. Dietro ai tre battistrada, a completare la top ten di giornata, si sono piazzati corridori del calibro di Tobias Halland Johannessen, Andrea Vendrame, Alessandro Pinarello e Giulio Ciccone, tutti autori di una prestazione solida ma impotenti di fronte alla superiorità mostrata dai compagni d’avventura. Per Pellizzari, terzo al traguardo ma secondo nella graduatoria generale alle spalle di Del Toro, il podio rappresenta una iniezione di fiducia enorme, soprattutto in ottica futura e per le ambizioni della sua squadra, mentre per Van der Poel, al di là della vittoria di tappa che lo ripaga degli sforzi, rimane l’amaro in bocca per non aver chiuso i giochi in classifica, dove ora accusa un ritardo da recuperare che, vista la concorrenza, non sarà semplice colmare.

La nuova classifica generale dopo la cronometro di Ganna

La classifica generale, che fino a poche ore prima vedeva il nome di Filippo Ganna scritto in cima, ha subito uno scossone notevole, con il piemontese dell’Ineos scivolato in ottava posizione a 34 secondi dal nuovo leader Del Toro. La graduatoria ora racconta di una Tirreno-Adriatico dominata dalla gioventù, con il messicano in Maglia Azzurra tallonato da vicino da Pellizzari a soli 3 secondi, e con altri talenti come Magnus Sheffield a 13 secondi a completare un podio virtuale che profuma di futuro. Più staccati, ma pur sempre in lizza, nomi ben più esperti come Primoz Roglic, quinto a 18 secondi, dovranno attentamente calibrare le proprie forze in vista delle tappe di montagna, consapevoli che il margine di errore, dopo questa frazione, si è già drasticamente ridotto.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.