La Tirreno-Adriatico si accende sui muri marchigiani: vince Valgren, Del Toro ritrova la maglia azzurra
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Redazione Sport
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La quinta tappa della Tirreno-Adriatico, quella che da Marotta-Mondolfo conduceva a Mombaroccio dopo 184 chilometri incessantemente in saliscendi, ha offerto uno spettacolo che difficilmente verrà dimenticato dagli appassionati, regalando una doppia narrazione fatta di rinascita personale e di ritorno al comando. Il danese Michael Valgren, che veste la divisa della EF Education-EasyPost, ha spezzato un digiuno che durava da cinque lunghissimi anni – 1639 giorni per la precisione – imponendosi con una fuga solitaria nel finale che profuma di rivincita dopo il grave incidente del 2022 che ne aveva messo in serio dubbio la carriera. Alle sue spalle, a soli undici secondi, è giunto il messicano Isaac Del Toro, portacolori della UAE Team Emirates-XRG, il quale, grazie agli abbuoni conquistati con il secondo posto e alle difficoltà incontrate dall’italiano Giulio Pellizzari sui muri pesaresi, è tornato a indossare la prestigiosa Maglia Azzurra di leader della classifica generale.
Il giorno di Valgren, tra fatica e gloria
La frazione, che gli organizzatori avevano disegnato come una trappola quotidiana fatta di strappi continui e strade strette, ha visto la fuga buona prendere il polso della corsa sin dalle prime battute, un drappello di corridori coriacei nel quale spiccavano nomi del calibro di Julian Alaphilippe e appunto Michael Valgren. Proprio il francese della Tudor Pro Cycling Team e il danese hanno interpretato al meglio le asperità del circuito finale, quando sulle rampe del Santuario di Beato Sante hanno operato la selezione decisiva, scrollandosi di dosso gli ultimi compagni di avventura. Alaphilippe, tuttavia, ha pagato lo sforzo immane quando mancavano una decina di chilometri al traguardo, cedendo vistosamente e lasciando spazio a Valgren, il quale ha proseguito in solitaria verso quella gloria che mancava dal lontano 2021, resa ancora più dolce dalla nascita del figlio avvenuta un mese fa. Il gruppolo dei migliori, trainato dagli uomini della UAE, ha provato a ricucire lo strappo, ma il margine accumulato dal danese si è rivelato appena sufficiente per arrivare al traguardo con le braccia alzate, compiendo un'autentica impresa di forza e volontà.
La classifica si ribalta: Del Toro riprende il comando
Se Valgren ha scritto la pagina più bella della sua carriera recente, alle sue spalle si consumava un'altra battaglia, forse meno appariscente ma altrettanto cruciale per le sorti della Corsa dei Due Mari. Isaac Del Toro, che aveva ceduto la leadership al marchigiano Giulio Pellizzari nella tappa precedente, ha piazzato un'accelerata poderosa sull'ultima asperità, riuscendo a mantenere un ritmo che solo lo statunitense Matteo Jorgenson ha potuto seguire. Pellizzari, invece, è parso in difficoltà proprio sulle strade che avrebbero dovuto esaltarne le qualità, perdendo contatto e chiudendo la tappa con un ritardo di trenta secondi da Valgren, un passivo che si è tradotto in ventitré secondi di svantaggio nella generale proprio nei confronti del messicano, ora saldamente in maglia azzurra. Il corridore di casa, cresciuto a Camerino che sarà teatro della frazione regina di domani, ha così restituito il primato dopo averlo tenuto per un solo giorno, dimostrando quanto siano labili i confini tra trionfo e crisi in una corsa così nervosa e impegnativa.
Verso la San Severino-Camerino, l'ultima chiamata
L'attenzione, ora, si sposta inevitabilmente sulla sesta tappa, quella che domani condurrà il plotone da San Severino Marche a Camerino per 188 chilometri altrettanto micidiali, con un dislivello che torna a toccare i quattromila metri e un circuito finale da ripetere due volte che potrebbe riscrivere completamente la graduatoria. Il percorso prevede la lunga ascesa del Sassotetto, il Valico di Santa Maria Maddalena, che servirà da antipasto prima di entrare in un anello infernale caratterizzato dal Muro della Madonna delle Carceri, tre chilometri con pendenze che toccano il diciotto per cento dove qualsiasi distacco potrebbe amplificarsi in modo decisivo. Sarà la tappa del cuore per Pellizzari, chiamato a riscattare la delusione odierna davanti al pubblico di casa, ma anche l'occasione per Del Toro di consolidare il proprio vantaggio o per altri pretendenti, come Primoz Roglic o lo stesso Jorgenson, di giocarsi le ultimissime carte per la conquista del Tridente. La frazione di Mombaroccio ha delineato una gerarchia, ma ha anche dimostrato che nulla, in questa Tirreno-Adriatico, può considerarsi scritto prima del traguardo di Camerino.




