La Tirreno-Adriatico si accende ancora: Van der Poel vince anche a Martinsicuro, la maglia passa a Pellizzari
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Redazione Sport
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Non bastava il capolavoro di San Gimignano, perché Mathieu van der Poel, questo ragazzo neerlandese dalla potenza impressionante, ha deciso di replicare il bis anche sul traguardo di Martinsicuro, al termine di una quarta tappa, la Tagliacozzo-Martinsicuro di 213 chilometri, che sulla carta prometteva poco e che invece ha regalato emozioni e colpi di scena fino all’ultimo metro. L’ascesa del Tortoreto, con i suoi millesettecento metri di pendenza, ha fatto da spartiacque: un muro improvviso che ha selezionato un gruppetto di quattordici corridori, lasciando sul posto, staccati e con un'espressione di smarrimento, atleti del calibro di Antonio Tiberi, Santiago Buitrago e Magnus Sheffield, tutti tagliati fuori dai giochi che contavano.
La vera intellighenzia della corsa, invece, si è ritrovata a lottare per la gloria, e lì, in quel drappello di magnifici, l’istinto di Van der Poel ha fatto la differenza. È stato lui, l’uomo della Alpecin-Premier Tech, a leggere un attimo prima degli altri l’intenzione di Filippo Ganna, quel piemontese delle Ineos che aveva provato ad anticipare la mossa decisiva; e allora il neerlandese, con una naturalezza che lascia senza fiato, ha innestato il rapporto e lanciato una volata interminabile, di quelle che partono lontano, quando gli altri ancora pensano a posizionarsi. Il suo allungo è stato netto, categorico, un’accelerazione che ha scavato un solco, e poi, negli ultimi metri, una resistenza in apnea, con il fiatone a scandire il ritmo mentre dietro recuperavano centimetri, per tenere a bada il ritorno di un eccellente Giulio Pellizzari e del norvegese Tobias Halland Johannessen.
La Badetta incorona il nuovo leader: la splendida giornata di Pellizzari
Se la firma sul traguardo è ancora una volta dell’olandese volante, la notizia più importante, quella che farà discutere e sognare per le prossime tappe, porta il nome di Giulio Pellizzari. Il giovane marchigiano della Red Bull – BORA – hansgrohe, quel ragazzo che aveva già fatto vedere lampi di classe nella tappa di San Gimignano, ieri ha messo insieme una prestazione di sostanza e carattere, chiudendo al secondo posto e, grazie ai sei secondi di abbuono, andando a vestirsi di azzurro. Scalzare Isaac Del Toro dalla vetta della classifica generale non era impresa da poco, eppure il corridore italiano ci è riuscito, sfruttando al meglio quella salita della Badetta di Tortoreto, uno strappo che ha spezzato le gambe e le gerarchie, lanciando una ventina di big verso il litorale adriatico. La fuga, partita lontano, aveva tenuto alta la tensione, obbligando il gruppo a un inseguimento estenuante e a un ritmo follie, con il vento e la stanchezza a fare da cornice a una giornata di fuoco.
La discesa verso Martinsicuro, dopo lo sforzo immane sul colle, ha preparato il terreno per lo sprint finale, un copione che sembrava scritto ma che Van der Poel ha interpretato con la consueta, straripante personalità. Il neerlandese, che quest’inverno ha letteralmente dominato la scena del ciclocross, portando a casa un ennesimo Titolo mondiale e confermando uno stato di forma semplicemente mostruoso, ha lanciato un altro segnale fortissimo in vista della Milano-Sanremo, la Classicissima di primavera che tutti hanno già negli occhi. La sua capacità di spaziare dalle curve in fango ai tratti più veloci, passando per le salite che bruciano i polmoni, lo rende un avversario inimitabile e per certi versi irraggiungibile quando decide di mettere la testa e i muscoli a servizio della gamba.
Una selezione durissima: il gruppo si sfalda sullo strappo decisivo
Nel chilometro finale, l’emozione è stata palpabile. Ganna, che aveva provato a giocarsi le sue carte, è stato rimontato e superato da quel treno in corsa che è Van der Poel, con Pellizzari bravissimo a non lasciarsi prendere dal panico e a gestire lo sforzo per conquistare quei secondi preziosi che valgono il simbolo del primato. Alle loro spalle, la lotta per le posizioni nobili ha visto il belga Wout van Aert, altro grandissimo, chiudere quinto, preceduto dal francese Clément Champoussin, quarto, a testimonianza di un livello di competitività altissimo. Ma la vera sorpresa, come detto, è quel giovane italiano che ora guida la classifica con soli due secondi di vantaggio sul messicano Del Toro, il quale, dopo aver ceduto la maglia, dovrà probabilmente rivedere le proprie strategie per le frazioni che verranno. L’impressione, guardando i volti dei corridori al traguardo, è che questa Tirreno-Adriatico abbia trovato la sua svolta proprio lì, su quei diciassettecento metri di asfalto che salivano verso Tortoreto, dove la corsa si è accesa e ha sputato fuori i veri pretendenti al trono.




