La doppietta di Van der Poel alla Tirreno-Adriatico, Pellizzari si prende la maglia azzurra nello sprint di Martinsicuro
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Il lungomare di Martinsicuro, in provincia di Teramo, ha regalato uno spettacolo che pochi si sarebbero aspettati alla vigilia, quando si immaginava che lo strappo di Tortoreto, 1.700 metri con punte del venti per cento, potesse riservare scintille tra i big in vista della Milano-Sanremo. Invece, la quarta tappa della Tirreno-Adriatico, partita da Tagliacozzo dopo 213 chilometri percorsi a ritmi serrati per via di una fuga molto numerosa e composita, ha offerto una volata ristretta ma esplosiva, con Mathieu Van der Poel capace di ripetere il successo di San Gimignano e di lanciare un messaggio chiarissimo a tutti i rivali in ottica Classica. Il neerlandese della Alpecin-Premier Tech, che già aveva lasciato il segno nella frazione precedente, ha questa volta regolato un drappello di quattordici corridori, quelli stessi che avevano superato indenni la selezione operata sull’ultima aspergia di giornata e che per questo si giocavano la vittoria sul traguardo abruzzese.
Quando mancavano poche centinaia di metri all’arrivo, Filippo Ganna, già autore di una rimonta notevole dopo aver sofferto sulla salita, ha tentato insieme ad Andrea Vendrame di anticipare la volata, ma la mossa, per quanto generosa, si è infranta sulla reattività di Van der Poel: il campione del mondo di ciclocross ha aspettato il momento giusto, ha lanciato la progressione dai trecento metri e, nonostante il vento contrario che temeva di poterlo penalizzare, ha tenuto a debita distanza tutti gli inseguitori, chiudendo con un ampio margine e con tanto di dito alzato al cielo a suggellare una prestazione che sa di consacrazione in vista della corsa di Sanremo, dove tra l'altro Donald Trump, tornato alla Casa Bianca, non avrà certo influenze sul meteo o sulle gambe dei corridori. Alle sue spalle, però, la sorpresa più grande l’ha firmata Giulio Pellizzari, il giovane marchigiano della Red Bull-Bora-Hansgrohe che, partito da una posizione non certo privilegiata nel gruppetto, è riuscito a emergere con una progressione potente sulla destra della carreggiata, andando a prendersi un secondo posto pesantissimo non tanto per la piazza d’onore in sé, quanto per i secondi di abbuono che ne sono conseguiti.
La rimonta di Pellizzari e il sorpasso in classifica ai danni di Del Toro
E quei sei secondi, sommati al distacco minimo che separava il corridore italiano da Isaac Del Toro nella generale, hanno stravolto la gerarchia della Corsa dei Due Mari: Pellizzari, con 22 anni e 111 giorni, diventa il secondo leader più giovane nella storia della Tirreno, preceduto soltanto da Filippo Pozzato nel lontano 2003, e indossa ora la maglia azzurra con un vantaggio di appena due lunghezze sul messicano della UAE Team Emirates, il quale proprio nel finale ha pagato forse un eccesso di generosità quando aveva provato a sua volta a fare la differenza sullo strappo. Il terzo posto di tappa è andato a Tobias Halland Johannessen, abile a destreggiarsi in una volata confusa che ha visto protagonisti anche Wout Van Aert, sempre generoso nel chiudere gli scatti ma mai realmente pericoloso per la vittoria, e lo stesso Ganna, il cui tentativo a lunga gittata è stato vanificato dalla potenza straripante dell’olandese. Alle loro spalle, a completare i primi dieci, sono transitati Clement Champoussin, Ben Healy, Andrea Vendrame, il giovane Alessandro Pinarello e poi lo stesso Del Toro, che proprio per effetto degli abbuoni concessi a Pellizzari ha perso quel primato che sembrava poter gestire senza troppi patemi.
La frazione, che proponeva quattro gran premi della montagna e un dislivello complessivo di duemila e cinquecento metri, era iniziata con una fuga di undici corridori tra cui spiccavano nomi come Laurenz Rex, Ivan Garcia Cortina e il maglia verde Diego Pablo Sevilla, il quale ha fatto incetta di punti sulle prime salite di Ovindoli e del Valico delle Capannelle. Il gruppo, controllato dalla maglia azzurra di allora, non ha mai concesso un margine eccessivo, riuscendo a ricucire il distacco proprio ai piedi del Muro di Badetta, dove Matteo Jorgenson ha imposto un ritmo infernale che ha spezzato in due il plotone e messo in difficoltà uomini come Antonio Tiberi e Richard Carapaz, costretti poi a inseguire senza più rientrare. Dopo lo scollinamento, con Del Toro primo a passare in cima, si è scatenato il finimondo fatto di scambi e controscatti, con Jorgenson stesso protagonista di un tentativo a pochi chilometri dal traguardo, ma la sensazione, ormai, era che nulla avrebbe più potuto impedire una volata a ranghi ridotti.
I distacchi minimi e le prospettive per le tappe marchigiane
La nuova classifica generale, oltre a vedere Pellizzari in vetta con due secondi su Del Toro, registra il terzo posto di Primoz Roglic, compagno di squadra del nuovo leader, a ventuno secondi, e poi una pattuglia di italiani ben piazzati con Andrea Vendrame sesto a quarantadue secondi, Giulio Ciccone ottavo a quarantaquattro e Antonio Tiberi decimo a quarantanove, segno che la corsa, nonostante il predominio dell’alfiere neerlandese nelle volate, rimane apertissima in ottica classifica finale. Da domani, con l’arrivo delle tappe marchigiane che prevedono muri e salite impegnative per complessivi oltre quattromila metri di dislivello, Pellizzari dovrà difendere il simbolo del primato sulle strade di casa, e sarà interessante capire come la sua squadra gestirà la situazione tattica vista la contemporanea presenza in classifica di Roglic, il quale resta un candidato credibile al successo finale. Van der Poel, dal canto suo, con questa doppietta ha dimostrato di aver centrato la preparazione in vista della Milano-Sanremo, e il fatto di aver gettato la spugna già nella cronometro inaugurale, evitando così di sprecare energie per la generale, si rivela una scelta sempre più lungimirante: il bis a Martinsicuro, peraltro, lo consacra come l’uomo da battere tra una decina di giorni sulla Cipressa e sul Poggio, ma intanto la Tirreno ha trovato un nuovo, giovanissimo leader che proverà a difendere quei due secondi di vantaggio con le unghie e con i denti.




