La quarta tappa incorona Van der Poel, ma la maglia azzurra finisce sulle spalle di Pellizzari
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Redazione Sport
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La frazione numero quattro della Tirreno-Adriatico, quella che da Tagliacozzo conduceva a Martinsicuro dopo 213 chilometri percorsi a ritmi folli, ha regalato il consueto spettacolo a cui la Corsa dei Due Mari ci ha abituati, con un finale esplosivo che ha riscritto la classifica generale. Lo strappo di Tortoreto, mille e settecento metri con pendenze che toccano il nove per cento, ha agito come un setaccio naturale a una dozzina di chilometri dalla conclusione, lasciando sulla via un gruppetto ristretto di quattordici corridori, la crema della corsa, dove figuravano nomi di assoluto rilievo mentre altri big come Tiberi, Buitrago e Sheffield restavano invece tagliati fuori dai giochi per la vittoria di tappa. In quel drappello di battaglieri, l’azione è stata continua e tesissima, con Matteo Jorgenson a provare il contropiede in persona dopo aver lavorato per Wout Van Aert, e con Filippo Ganna, autore di un’eccezionale condotta di gara sullo strappo, che tentava di dettare la legge.
Ma è stato Mathieu Van der Poel, con la lucidità e la potenza che contraddistinguono i campioni, a interpretare al meglio gli ultimi metri, lanciando una volata lunghissima e potente che faceva il vuoto, mentre il gruppo degli inseguitori, con Ganna in testa, cercava vanamente di rientrare. L’olandese dell’Alpecin-Premier Tech, che già sogna la Milano-Sanremo e che in questa Tirreno si sta costruendo una condizione smagliante, ha così centrato il suo secondo successo personale in questa edizione, bissando la vittoria di San Gimignano e confermando uno stato di forma che lo pone tra i grandi favoriti per la Classicissima di Primavera. Eppure, se Van der Poel si gode l’acuto di giornata, l’uomo che davvero stravolge i piani alti della classifica è un altro: alle sue spalle, infatti, giungeva secondo un Giulio Pellizzari attento e scaltro, capace di piazzarsi alla ruota del messicano Isaac Del Toro, fino a quel momento leader della generale, e di superarlo nel finale.
Pellizzari, 22 anni da San Severino Marche, conquista così la maglia azzurra
Proprio il marchigiano della Red Bull-Bora-Hansgrohe, classe 2003, è diventato il protagonista assoluto della classifica: il secondo posto in volata a Martinsicuro non solo gli ha regalato un podio di tappa prestigioso, ma gli ha anche consegnato i sei secondi di abbuono necessari per scavalcare Del Toro, staccandolo di appena due lunghezze nella graduatoria generale. Per Pellizzari, alla sua prima esperienza da leader in una corsa di questo calibro, si tratta di un traguardo personale immenso, che lo proietta alla ribalta internazionale con la consapevolezza di chi non ha sbagliato un colpo nei momenti cruciali; alle sue spalle, completano un podio virtuale Primoz Roglic, suo compagno di squadra, terzo a ventuno secondi, e poi Jorgenson, Vendrame e gli altri inseguitori in una classifica che, con distacchi così contenuti, promette scintille.
L’azzurro addosso, per il corridore di San Severino Marche, è un fardello che pesa ma che allo stesso tempo regala emozioni inaudite, specialmente ora che la carovana si appresta ad attraversare la sua terra. La quinta tappa, in programma domani, sarà interamente nelle Marche, con partenza da Marotta Mondolfo e arrivo a Mombaroccio, e rappresenta la prima delle due frazioni decisamente impegnative che attendono i corridori: ben sedici salite distribuite su centottantaquattro chilometri, un vero e proprio tappone con pendenze che toccano punte del ventidue per cento, in grado di scavare solchi profondi e rimescolare ancora una volta le carte. Sarà sui muri pesaresi che Pellizzari dovrà difendere quei due secondi di vantaggio, trovandosi di fronte avversari determinati a riprendersi il comando.
La strategia vincente del giovane marchigiano
L’abilità dimostrata da Pellizzari nell’ultimo chilometro di Martinsicuro, dove è rimasto incollato alla ruota di Del Toro anticipandone le mosse, è la dimostrazione di una maturità tattica che va oltre i suoi ventidue anni. Lo stesso corridore, nel dopo gara, ha sottolineato l’importanza del posizionamento e dei consigli ricevuti dai più esperti all’interno del suo team, elementi che gli hanno permesso di essere perfetto nel momento clou; una lezione appresa in fretta, quella di saper dosare le energie e leggere le intenzioni altrui, che gli ha permesso di sferrare il colpo decisivo quando ormai il traguardo era vicinissimo, beffando un Del Toro apparso forse troppo sicuro del suo vantaggio. Ora, con il sostegno del pubblico di casa che domani e sabato farà sentire il proprio calore lungo le strade e sulle salite marchigiane, Pellizzari si prepara ad affrontare le due tappe regine, con il passaggio a Camerino e nel suo territorio natale, dove la conoscenza dei luoghi potrebbe rivelarsi un’arma in più da giocare contro rivali del calibro di Roglic, Van der Poel e lo stesso Del Toro.
Van der Poel e la scia verso Sanremo
Se Pellizzari si gode la maglia, la prestazione di Mathieu Van der Poel non passa certo inosservata agli occhi degli addetti ai lavori. Il corridore olandese, già due volte vincitore della Milano-Sanremo, ha mostrato una progressione devastante nel finale, mettendo in fila avversari di primissimo piano e dimostrando di aver impostato la preparazione proprio per arrivare al top alla Classicissima, dove quest’anno dovrà vedersela con un Tadej Pogacar che, guarda caso, ha saltato la Tirreno proprio per concentrarsi sull’appuntamento di Sanremo. La sua doppietta di tappe in questa edizione, unita a quella capacità di leggere le corse e di accelerare in modo inaspettato, lo rendono l’uomo da battere in ottica futura, anche se prima bisognerà superare le insidie delle frazioni marchigiane, dove il percorso nervoso potrebbe metterlo in difficoltà o, al contrario, esaltare ulteriormente le sue doti di passista-scalatore.
L’attesa per la sfida sui muri pesaresi
La carovana si sposta dunque verso nord, pronta ad affrontare la tappa di Mombaroccio, quella che il referente di Rcs per le Marche ha ribattezzato "dei muri pesaresi", con tante brevi e ripide asperità che si susseguiranno senza soluzione di continuità. Sarà una frazione adatta agli attaccanti e a chi ha gambe e coraggio da vendere; per Pellizzari, difendere la maglia azzurra in questo contesto significa dover resistere agli attacchi di una concorrenza agguerrita, forte della consapevolezza che il suo vantaggio è minimo e che qualsiasi errore potrebbe costargli caro. La sfida si fa sempre più appassionante e la risposta del giovane marchigiano, sulle strade di casa, è attesa con grande curiosità da tutti gli appassionati.




