Tirreno-Adriatico, Del Toro nella storia: è il primo messicano a vincere la corsa. A San Benedetto show di Milan
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
L’edizione numero 61 della Tirreno-Adriatico, la Corsa dei Due Mari che per una settimana ha disegnato il suo tracciato tra le regioni del centro Italia, consegna agli archivi un nome inedito e destinato probabilmente a lasciare un segno profondo nel ciclismo mondiale. Isaac Del Toro, messicano dell’UAE Team Emirates XRG, ha infatti messo le mani sul tridente, il trofeo riservato al vincitore finale, chiudendo le sette frazioni con una maglia azzurra di leader che non gli è più stata strappata dalle spalle dopo averla indossata al termine della seconda tappa. Una prestazione, la sua, costruita con l’intelligenza tattica di chi, a soli ventidue anni, sfodera già una maturità fuori dal comune, sfruttando l’ascesa finale di Camerino, sabato scorso, per piazzare l’affondo decisivo che gli ha regalato un vantaggio sufficiente per affrontare con relativa tranquillità l’ultima passerella di San Benedetto del Tronto.
La cronaca della frazione conclusiva, la Civitanova Marche-San Benedetto del Tronto di 142 chilometri, è stata invece appannaggio dei velocisti, ma non prima che il percorso, con le sue due modeste asperità centrali come Montefiore dell’Aso e Ripatransone, offrisse il palcoscenico per qualche sussulto. In particolare, è stata l’azione di Mathieu Van der Poel, instancabile animale da corsa, a mettere sotto pressione il gruppo sull’ultima salita, creando una selezione che ha tagliato fuori qualche ruota veloce e ha costretto chiunque, incluso Del Toro, a un lavoro di controllo certosino. Nel finale, quando ormai la tappa sembrava destinata a risolversi in un confronto regale tra i lanciatori, c’è stato spazio per un tentativo da lontano di Jonas Abrahamsen, ripreso però a trecento metri dal traguardo; in quella fase concitata, una caduta ha coinvolto alcuni corridori e, tra questi, lo stesso Del Toro, che è comunque riuscito a rientrare nel gruppone senza perdere secondi preziosi, dimostrando una freddezza non comune per un ragazzo della sua età.
Lo sprint finale, giunto al termine di una tappa resa nervosa dalla pioggia e dai continui scatti, ha esaltato le qualità di Jonathan Milan. Il friulano della Lidl-Trek, per il terzo anno consecutivo, ha fatto sua la volata sul lungomare marchigiano, regolando con una progressione inesorabile l’australiano Sam Welsford e il belga Laurenz Rex. Una vittoria, la sua, che sa di consacrazione su un traguardo che ormai sembra non avere segreti e che gli regala il sesto sigillo stagionale, consolidando un feeling particolare con queste strade e con un arrivo che, come lui stesso ha raccontato, gli riesce particolarmente bene. Alle sue spalle, invece, la classifica generale subiva l’ultimo, piccolo scossone: Matteo Jorgenson, sfruttando i secondi di abbuono conquistati nel traguardo volante di San Benedetto, è riuscito a scavalcare Giulio Pellizzari, scalzandolo dal secondo posto e relegando il giovane marchigiano, nonostante una corsa comunque di altissimo livello, alla terza posizione assoluta a 42 secondi dal vincitore.




