Theodore Kyriakou, il magnate greco che ha rilevato Gedi: la foto con Trump, le radio e il futuro di Repubblica

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Redazione Economia Redazione Economia   -   C’è una foto che Theodore Kyriakou mostra con orgoglio ai suoi interlocutori. Scattata durante una cena di stato a Doha nell’aprile del 2025, lo ritrae sorridente accanto a Donald Trump — che nel frattempo è tornato alla Casa Bianca — e all’emiro del Qatar. Pochi invitati, scelti con cura. Lui era tra quelli. Non è solo un dettaglio da cronaca mondana, ma forse una chiave per comprendere l’ascesa di questo armatore ateniese, 52 anni, erede di una delle più antiche famiglie greche nel settore marittimo, che ha appena formalizzato l’acquisizione del 100 per cento di Gedi Gruppo Editoriale da Exor, la holding di John Elkann.

L’operazione, perfezionata dopo mesi di trattative che avevano messo in agitazione le redazioni, ridisegna il panorama dell’informazione italiana. Il perimetro dell’accordo, che si aggirerebbe su un valore stimato tra i 100 e i 110 milioni di euro, comprende il quotidiano la Repubblica, i brand radiofonici Radio Deejay, Radio Capital e m2o, insieme a HuffPost Italia, National Geographic Italia, la rivista di geopolitica Limes e la concessionaria pubblicitaria Manzoni. Resta fuori dalla transazione La Stampa, destinata al gruppo Sae, una scelta che punta a preservare il radicamento territoriale del quotidiano torinese.

Una nuova governance tra continuità e ambizioni internazionali

Con il passaggio di proprietà, già operativo, arriva un riassetto ai vertici. Mirja Cartia d’Asero, manager con un passato da amministratore delegato del gruppo Il Sole 24 Ore, assumerà la guida operativa di Gedi. L’obiettivo dichiarato, nelle note diffuse da K Group (proprietaria di Antenna Group), è quello di “rafforzare una realtà indipendente di primo piano nel settore dell’informazione e dell’intrattenimento con base in Italia”, puntando su una solida presenza internazionale e un appeal globale. Per garantire continuità in una fase delicata, Mario Orfeo rimane alla direzione di *Repubblica* — incarico che ricopre dal 2024 — mentre Linus, nome storico della musica in Italia, continuerà a guidare le attività radiofoniche.

Le promesse del nuovo azionista sono ambiziose: investimenti significativi per ampliare la diffusione del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari e, soprattutto, la creazione di un hub radiofonico nel Mediterraneo. L’idea è quella di integrare l’offerta di Deejay, Capital e m2o con le piattaforme di streaming, i podcast e le produzioni musicali già sviluppate da Antenna in altri paesi. Kyriakou, attraverso la sua holding, punta a trasformare Gedi in un gruppo mediatico globale, sfruttando le relazioni già consolidate con colossi come Netflix per la distribuzione di documentari e con partner strategici negli Stati Uniti per arricchire il portafoglio editoriale.

La reazione delle redazioni e le garanzie richieste

Non sono mancate, però, le tensioni. Il Comitato di redazione di *Repubblica* ha espresso critiche aspre nei confronti di John Elkann, contestando tempi e modalità della cessione. Durante la fase delle trattative, i giornalisti avevano proclamato lo stato di agitazione, chiedendo garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali e — aspetto centrale per una testata con una forte identità politico-culturale — la salvaguardia dell’indipendenza editoriale. La preoccupazione era alimentata dall’opacità iniziale del progetto industriale, un vuoto che Antenna Group ha cercato di colmare con una nota ufficiale in cui si impegna a “valorizzare il lavoro, più volte premiato, dei suoi numerosi e talentuosi giornalisti”.

La nuova amministratrice delegata, Mirja Cartia d’Asero, ha voluto rassicurare fin da subito, dichiarando che Antenna Group condivide un profondo impegno verso l’integrità e che attribuisce grande importanza al rispetto della cultura e dell’identità locale, elementi da lei definiti fondamentali per un’editoria solida. Al centro della strategia futura ci sarà anche lo sviluppo di mymovies.it, la piattaforma streaming del gruppo, con l’obiettivo di integrarla con le strutture già esistenti di Antenna, così da espandere il business nel cinema e nella produzione documentaristica.

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