L'Italia verso il declino demografico: nel 2050 quattro milioni di abitanti in meno

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le ultime proiezioni Istat, aggiornate al 2024, dipingono un futuro in cui l’Italia dovrà fare i conti con una crisi demografica senza precedenti. Tra venticinque anni, la popolazione residente scenderà dagli attuali 59 milioni a circa 54,7 milioni, segnando un calo di oltre quattro milioni di persone. Un dato che, se da un lato riflette l’allungamento della vita media, dall’altro svela le conseguenze di una natalità ormai cronicamente bassa e di un tessuto sociale sempre più frammentato.

A subire il contraccolpo più pesante sarà la fascia d’età attiva, quella compresa tra i 15 e i 64 anni, destinata a ridursi di ben 7,7 milioni di individui. Se oggi rappresentano il nucleo produttivo del Paese, con 37,4 milioni di persone, nel 2050 saranno appena 29,7 milioni. Un crollo che avrà ripercussioni inevitabili sul sistema pensionistico, sul mercato del lavoro e sulla capacità di sostenere una quota crescente di anziani. Gli over 65, infatti, passeranno dall’attuale 24,3% al 34,6% del totale, con 6,5 milioni di persone che vivranno sole, spesso senza reti familiari di supporto.

Ma è la composizione delle famiglie a rivelare un mutamento ancora più profondo. Quattro su dieci saranno unipersonali, raggiungendo il 41,1% del totale, con un aumento del 13% rispetto a oggi. Una tendenza che conferma l’allontanamento progressivo dal modello tradizionale, mentre solo una famiglia su cinque avrà figli. Le cause sono molteplici: dall’incertezza economica, che spinge i giovani a rinviare o abbandonare il progetto di genitorialità, alla difficoltà di conciliare lavoro e vita privata in un sistema che offre pochi sostegni concreti.

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