I test sono test, ma l'Aprilia vola: Bezzecchi fa segnare il record a Buriram
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Redazione Sport
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Il romagnolo, dopo aver siglato un rinnovo contrattuale che lo lega saldamente al progetto di Noale, ha fermato il cronometro sull’1’28”668, un tempo che non solo gli è valso la vetta della classifica ma che ha polverizzato il precedente record assoluto della pista thailandese, quello che Francesco Bagnaia aveva stabilito nel 2024 in 1’28”700 -1. “I test sono test”, ha minimizzato Bezzecchi, consapevole che i crono delle prove, per quanto lusinghieri, vanno sempre presi con le pinze. Tuttavia, il dato che emerge dalla due giorni sul Chang International Circuit è inconfutabile: le RS-GP, nelle mani di tutti e quattro i piloti del contingente Aprilia, hanno mostrato una competitività e una costanza di rendimento che mancavano da tempo. Non solo il talento di Bezzecchi, dunque, ma un pacchetto tecnico che sembra aver trovato la quadratura del cerchio, regalando al paddock una gerica del tutto inaspettata alla vigilia del primo gran premio.
La coppia d'oro Aprilia e le difficoltà di Marquez
Alle spalle del portacolori del team ufficiale, a testimoniare la bontà del lavoro svolto in officina, si è piazzato Ai Ogura, rookie giapponese del Team Trackhouse, staccato di appena novantasette millesimi e autore di un giro secco da veterano che lo ha proiettato in seconda posizione assoluta -2. Una prestazione, quella del nipponico, che conferma non solo il suo adattamento lampo alla MotoGP ma anche la natura competitiva della moto satellite, capace di lottare ad armi pari con le заводские. Dall’altra parte del box Ducati, invece, il fine settimana thailandese di Marc Marquez si è chiuso con il terzo crono, un 1’28”836 che lo pone a soli centosessantotto millesimi dalla vetta, ma anche con l’amaro in bocca per l’ennesima scivolata -4. Il campione del mondo in carica, reduce da un virus intestinale che ne ha minato la forma fisica per tutto il weekend, è finito a terra per la terza volta in due giorni, un incidente nel corso del long run pomeridiano che lo ha costretto ad alzare bandiera bianca prima del tempo. Un segnale, se vogliamo, di una condizione non ancora ottimale, ma i suoi diretti inseguitori, a partire dal compagno di squadra Bagnaia - quarto a soli duecentoquindici millesimi - sono lì a ricordare che il potenziale della GP26 resta immutato.
Simulazioni gara e valori in pista
Oltre ai fuochi d’artificio della classifica finale, ciò che ha impressionato gli addetti ai lavori è stata la consistenza del passo gara mostrato dalle Aprilia. Bezzecchi ha completato una simulazione di gran premio con una media sul trentesimo e mezzo, un ritmo che, se replicato tra sette giorni, lo proietterebbe nella mischia che conta per la vittoria -4. Dall’altro lato, Pedro Acosta è stato il miglior interprete del lotto KTM, chiudendo sesto e dimostrando di aver digerito le novità tecniche portate in Thailandia, mentre il gruppone delle Ducati, con Alex Marquez quinto e Franco Morbidelli settimo, si è confermato estremamente folto e competitivo, pur senza riuscire a infrangere il muro delle Aprilia di testa -1. Le simulazioni, effettuate con temperature asfittiche e un meteo che qui, in questa parte del mondo, può cambiare in un batter d’occhio, hanno fornito ai tecnici un quadro abbastanza chiaro delle gerarchie, in attesa che venerdì si alzi il sipario sulla stagione vera.
Honda e Yamaha rincorrono
Nella parte bassa della classifica, le note dolenti arrivano dalle due case giapponesi, ormai stabilmente in difficoltà. Per Honda, la decima piazza di Joan Mir rappresenta un timido segnale di ripresa, ma il distacco di quasi sei decimi e mezzo dalla vetta racconta di un lavoro ancora immenso da fare -2. Luca Marini, tredicesimo, ha lottato per buona parte del test come miglior rappresentante della Casa dell'Ala d'Oro, salvo poi cedere il passo allo spagnolo nel finale. Più preoccupante, se possibile, la situazione in casa Yamaha: la nuova M1 con motore V4 stenta a decollare. Jack Miller, sedicesimo, e Fabio Quartararo, diciassettesimo, sono gli unici ad avere infranto il muro dell’1’30, ma il secondo di ritardo dal capoclassifica è un gap abissale che lascia presagire una stagione in salita per il team di Iwata -5. Con il Motomondiale 2026 pronto a partire da Buriram nel weekend del 27 febbraio-1° marzo, la sensazione è che ci siano ancora molte più ombre che luci per chi rincorre.




