Trump annuncia negoziati tra Russia e Ucraina: Caracciolo critica l’ipocrisia europea
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Redazione Esteri
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L’annuncio di Donald Trump su un possibile negoziato di pace tra Russia e Ucraina, emerso durante una telefonata con Vladimir Putin, ha acceso un dibattito che va oltre le semplici dinamiche diplomatiche. Lucio Caracciolo, direttore di Limes, intervenendo a Otto e mezzo su La7, ha sottolineato come, se davvero si aprisse una trattativa, il grande perdente sarebbe l’Ucraina, che ha creduto nell’“ipocrisia dell’Unione Europea”. Secondo Caracciolo, gli europei si troverebbero in una posizione marginale, costretti a subire le conseguenze di una guerra senza avere un ruolo attivo nel suo superamento.
La conversazione tra Trump e Putin, durata oltre un’ora e mezza, ha toccato diversi temi legati al conflitto in Ucraina, con entrambi i leader che hanno concordato sulla necessità di avviare immediatamente un dialogo. Questo scenario, però, sembra escludere l’Europa da un tavolo che potrebbe ridisegnare gli equilibri globali. Caracciolo ha parlato di una “nuova Yalta”, evocando l’accordo del 1945 che divise il mondo in sfere di influenza. Oggi, però, i protagonisti sarebbero Stati Uniti, Russia e Cina, con l’Europa relegata a un ruolo secondario.
Intanto, a Monaco di Baviera, si è aperta la 61esima edizione della Conferenza sulla Sicurezza (Msc), un appuntamento che quest’anno vede l’assenza della Russia. Nonostante ciò, fonti vicine alla Casa Bianca hanno confermato che delegazioni “di alto livello” di Stati Uniti, Russia e Ucraina si incontreranno proprio nel corso della conferenza per discutere un possibile percorso di pace. Trump ha precisato che l’Ucraina è stata invitata, ma le parole del presidente americano sono state smentite da Dmytro Lytvyn, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il quale ha negato che siano previsti colloqui diretti con i russi a Monaco.
La posizione ucraina rimane ferma: nessun negoziato diretto con Mosca senza garanzie concrete. Questo scollamento tra le dichiarazioni di Trump e la realtà dei fatti evidenzia le difficoltà nel trovare una soluzione condivisa. Intanto, un altro incontro è già in programma in Arabia Saudita, dove l’Ucraina dovrebbe essere coinvolta, ma i dettagli restano vaghi.
La situazione, già complessa, si complica ulteriormente se si considera il contesto geopolitico più ampio. La data del 9 maggio 2025, indicata da alcuni osservatori come possibile spartiacque, sembra lontana, ma gli eventi degli ultimi giorni dimostrano che gli equilibri possono cambiare rapidamente. La Conferenza di Monaco, con i suoi incontri bilaterali e le assenze significative, potrebbe rappresentare un primo passo verso una ridefinizione degli assi diplomatici, ma al momento resta difficile prevedere quali saranno gli esiti concreti.
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