El Koudri tenta il suicidio in carcere: ingerisce farmaci nella sezione "I Care" del Sant'Anna
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Redazione Interno
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Salim El Koudri ha tentato il suicidio nel carcere Sant'Anna di Modena. Il 31enne accusato della strage del 16 maggio, quando alla guida di una Citroen C3 si lanciò contro i pedoni in via Emilia Centro ferendo otto persone, ha ingerito un ingente quantitativo di farmaci ed è stato trasportato d'urgenza in ospedale in stato di incoscienza. Dopo le cure ricevute al pronto soccorso, l'uomo si è ripreso e non risulterebbe in pericolo di vita.
Sul caso sono state avviate verifiche per accertare come l'indagato sia riuscito a procurarsi e ad accumulare i medicinali che ha assunto per provare a togliersi la vita.
La sezione riservata ai detenuti a rischio
El Koudri era custodito nella sezione "I Care" del penitenziario emiliano, un'area situata nei pressi dell'infermeria e destinata proprio ai detenuti considerati a rischio di atti autolesionistici. Si tratta di un reparto concepito per garantire una sorveglianza ravvicinata su chi manifesta intenzioni suicide o tendenze all'autolesionismo, e la circostanza che il tentativo sia avvenuto proprio all'interno di questo contesto ha spinto la direzione del carcere ad aprire un'inchiesta interna per chiarire le dinamiche dell'episodio.
Il garante regionale per i detenuti dell'Emilia-Romagna, Roberto Cavalieri, ha commentato la vicenda sottolineando come l'attenzione mediatica sia legata esclusivamente alla notorietà del detenuto. "Si parla di questo episodio perché il detenuto è conosciuto, ma ogni 33 ore in questa regione un detenuto tenta di uccidersi. Bisogna riconoscere loro il diritto di essere considerati ancora umani, sostenendoli nei momenti di disperazione. Questo nulla toglie alla loro responsabilità e al dolore delle vittime", ha dichiarato Cavalieri.
Il quadro processuale e la perizia psichiatrica
Il tentativo di suicidio arriva a pochi giorni da un passaggio decisivo dell'inchiesta. Il 2 ottobre si è tenuta davanti al gip l'udienza dedicata alla perizia psichiatrica disposta nell'ambito dell'incidente probatorio. Le conclusioni dei periti sono state nette: El Koudri presenta un disturbo psichiatrico, ma il 16 maggio era pienamente capace di intendere e di volere.
I consulenti non avrebbero individuato alcun nesso causale tra la sintomatologia riscontrata e l'azione compiuta quel giorno, escludendo che la condotta illecita possa essere considerata espressione di un disturbo mentale.
El Koudri, nato a Seriate e residente nel Modenese, fino al 2024 era stato in cura a Castelfranco Emilia per problemi psichiatrici. Il 16 maggio aveva falciato i pedoni in centro con l'auto e accoltellato un passante che aveva tentato di bloccarlo. La sua posizione si era aggravata dopo la morte di Monica Esposito, la 55enne deceduta il 22 luglio dopo due mesi di agonia in ospedale a causa delle gravissime ferite riportate. Dopo il decesso della donna, il fascicolo a suo carico è ora per strage aggravata, oltre alle lesioni, e l'uomo rischia l'ergastolo.
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