La voce di Pippo Baudo apre il Festival di Sanremo, via alla gara con l’omaggio a Vessicchio e il ritorno di Olly
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Il Teatro Ariston si accende sulle note di “Perché Sanremo è Sanremo”, e la prima sorpresa, per la 76esima edizione del Festival della canzone italiana, è tutta in una voce fuori campo, quella inconfondibile di Pippo Baudo che dà il benvenuto al pubblico: «Buonasera, benvenuti al festival della canzone italiana, benvenuti al festival di Sanremo». Un’apertura che è un congedo e insieme un abbraccio, quella scelta da Carlo Conti per la serata inaugurale, perché il presentatore scomparso lo scorso agosto, che di Festival ne ha condotti tredici, è il vero nume tutelare di questa kermesse.
Carlo Conti, alla sua quinta conduzione del Festival e affiancato per l’intera durata della manifestazione da Laura Pausini — al debutto assoluto in questo ruolo —, ha voluto che il ricordo di Baudo fosse il primo mattone su cui costruire la settimana musicale. «È il primo festival senza di lui, è doveroso dedicarlo a lui», ha dichiarato dal palco, mentre le telecamere inquadravano in prima fila i figli del conduttore, Tiziana e Alessandro, e Dina, storica assistente e collaboratrice che per oltre trentacinque anni gli è stata accanto -2-9. L’intero teatro, in un moto spontaneo, ha risposto con un coro ritmato: «Pippo, Pippo». D’altronde, nei giorni precedenti l’avvio della rassegna, la figura del grande showman era stata celebrata anche con l’inaugurazione di una mostra a lui dedicata al forte Santa Tecla, alla presenza dei figli e dell’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi, un ulteriore segno di quanto la sua eredità morale e professionale pesi su questa edizione -1.
Subito dopo l’omaggio, il palco dell’Ariston è stato letteralmente preso d’assalto da Olly, il giovane cantante ligure che proprio qui, nel 2025, aveva trionfato con la sua “Balorda Nostalgia”. Un ritorno, il suo, che sa di ideale passaggio di testimone generazionale, sebbene la gara sia appena iniziata e i trenta Big in competizione debbano ancora esprimersi. E a proposito di ritorni e ricorrenze, la prima serata ha visto anche la presenza di Tiziano Ferro, chiamato a festeggiare sul palco dell’Ariston i venticinque anni di “Xdono”, il brano che lo lanciò; un traguardo personale che il cantante di Latina ha voluto condividere proprio con Carlo Conti, che all’epoca lo accolse in televisione per la prima volta a “Domenica In” -3.
La conduzione, come detto, vede accanto a Conti una Laura Pausini apparsa subito sicura, elegante in un lungo abito nero e perfettamente integrata nel meccanismo televisivo, tanto che qualcuno, già dopo poche battute, l’ha definita la vera vincitrice morale della serata -4. Con loro, per la prima puntata, c’è anche Can Yaman, l’attore turco che il pubblico italiano ha imparato a conoscere grazie a serie di successo e, più recentemente, per essere stato il protagonista del remake di “Sandokan”. Proprio attorno a questo Titolo si è giocata una delle carte più curiose della messa in scena: sul palco, Yaman ha incontrato Kabir Bedi, lo storico volto della Tigre della Malesia nella celeberrima fiction del 1976, in un faccia a faccia tra i due interpreti che ha idealmente unito due ere televisive diverse -3-5.




