Borsa, Milano regge l’urto mentre l’Europa arretra: Prysmian in volata sugli scudi, giù Diasorin e Cucinelli
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Redazione Economia
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Una seduta contraddistinta da un andamento altalenante ma che, alla fine, ha consegnato un risultato di sostanziale tenuta per Piazza Affari, a fronte di un quadro europeo decisamente più debole e di un’apertura positiva invece per Wall Street, dove il Nasdaq ha beneficiato del rinnovato ottimismo per i titoli tecnologici. L’indice Ftse Mib, il paniere che raggruppa le principali società quotate a Milano, ha archiviato la giornata a 53.698,66 punti, segnando una variazione praticamente nulla dello -0,01% rispetto alla chiusura precedente.
Un dato, questo, che fotografa un mercato in bilico ma capace di assorbire le pressioni esterne, trovando nei singoli titoli i veri motori della giornata.
Prysmian e il piano da un miliardo per gli Stati Uniti
La prestazione più brillante è stata senza dubbio quella di Prysmian, che ha letteralmente volato verso l’alto guadagnando il 3,02% e attestandosi come il miglior titolo del listino principale. A innescare il rally è stato l’annuncio di un piano di investimenti colossale: oltre 1 miliardo di dollari per potenziare la capacità produttiva di cavi in fibra ottica negli Stati Uniti.
Una mossa che arriva in un momento di forte domanda infrastrutturale legata allo sviluppo delle reti di telecomunicazione e all’intelligenza artificiale, e che ha convinto gli investitori a scommettere sulle prospettive di crescita del gruppo, già da tempo protagonista nel settore dei cavi sottomarini e dell’energia. Nella scia di questo entusiasmo si è mossa positivamente anche STMicroelectronics, che ha seguito il traino del comparto tecnologico, approfittando del clima disteso che ha caratterizzato le contrattazioni a Wall Street dopo i dati sull'inflazione americana.
L’inflazione Usa frena la Fed ma l’Europa non decolla
Il dato sull’inflazione statunitense ha giocato un ruolo chiave nel delineare l’umore del mercato. A luglio l’indice dei prezzi al consumo si è attestato al 3,4%, in calo rispetto al 3,5% di giugno e perfettamente in linea con le attese degli analisti. Questa lettura ha contribuito ad allontanare lo spettro di un intervento restrittivo della Federal Reserve sui tassi d’interesse, alimentando un clima di maggiore propensione al rischio che ha dato sprint al Nasdaq.
Il dinamismo americano, tuttavia, non ha contagiato i listini europei, che hanno chiuso in territorio negativo: tra questi Francoforte, Londra e Parigi hanno ceduto terreno, subendo il peso di alcune prese di beneficio e di una certa cautela che ha frenato gli acquisti sul vecchio continente. Milano, in questo contesto, ha limitato i danni, riuscendo a chiudere sostanzialmente in parità grazie al contributo dei titoli più solidi.
Diasorin e Cucinelli nel mirino, vendite sulle due eccellenze
Se Prysmian ha illuminato la seduta, sul fronte opposto si sono collocate due realtà di spicco del made in Italy e della biotecnologia. Diasorin ha accusato un ribasso del 3,3%, risultando tra le peggiori performance del Ftse Mib: una correzione scattata dopo che Ubs ha rivisto al ribasso il giudizio sul titolo, portandolo a Sell e tagliando il target price di ben 10 euro. La mossa della banca d’affari ha innescato una reazione negativa da parte degli investitori, che hanno preferito alleggerire le posizioni su un titolo che finora aveva viaggiato su livelli sostenuti.
Stessa dinamica, seppur con motivazioni diverse, per Brunello Cucinelli, che ha perso il 2,79% in una giornata che ha penalizzato il comparto del lusso, sensibile alle tensioni sui consumi e alle fluttuazioni dei cambi, in particolare in un contesto di dollaro forte che incide sulla competitività delle esportazioni. A bilanciare queste perdite sono intervenuti anche i segnali positivi provenienti da Unipol e da altri titoli difensivi, che hanno contribuito a tenere a galla il listino.
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