Volkswagen giù in Borsa dopo l'accordo con i sindacati
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Redazione Economia
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Volkswagen, il colosso automobilistico tedesco, ha subito un calo significativo in Borsa nelle prime ore di contrattazione di lunedì 23 dicembre, a seguito dell'accordo raggiunto con i sindacati. A Francoforte, il titolo ha perso fino al 3% nella mattinata, prima di una lieve ripresa nelle ore successive. L'accordo, frutto di una maratona negoziale durata circa settanta ore, ha scongiurato i licenziamenti obbligatori, i tagli degli stipendi e la chiusura degli stabilimenti di produzione, che sembravano inevitabili a causa delle difficoltà economiche dell'azienda.
Dietrofront Volkswagen: non verranno chiuse le fabbriche. La conclusione della vertenza, che ha visto coinvolti i rappresentanti sindacali e i vertici aziendali, può essere considerata un successo per i lavoratori, che temevano la perdita di numerosi posti di lavoro. Tuttavia, permangono alcuni dubbi relativi ai licenziamenti, poiché, sebbene il sindacato IG Metall abbia dichiarato che non ci saranno licenziamenti obbligatori, l'azienda ha parlato di 35.000 uscite dal lavoro in modi "socialmente responsabili" entro il 2030, pari a una riduzione di circa il 30% della forza lavoro.
L'amministratore delegato del gruppo Volkswagen, Oliver Blume, ha dichiarato in un'intervista alla Frankfurter Allgemeine Zeitung che i risparmi concordati equivalgono alla chiusura di 2-3 grandi stabilimenti. Nonostante ciò, l'accordo prevede che fino al 2030 non ci saranno licenziamenti contro la volontà del lavoratore. Inoltre, i manager dell'azienda dovranno concorrere al risanamento finanziario, rinunciando ai bonus, anche se i livelli della paga mensile non verranno toccati.
La situazione di Volkswagen, che sembrava destinata a un muro contro muro poco produttivo, ha trovato una soluzione che, sebbene non priva di incertezze, offre un risvolto più sereno per i lavoratori e per l'azienda stessa.




