Emilio Fede, una vita tra tv, amori fedeli e l'ombra di un testamento
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Redazione Interno
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La scomparsa di Emilio Fede, avvenuta all’età di novantaquattro anni, riapre non soltanto il capitolo di un giornalismo televisivo che fu dominante per decenni, ma anche quello di una vita privata scandita da legami profondi e, talvolta, da pubbliche esclusioni. La sua storia coniugale, ad esempio, rappresenta un contrappunto significativo alla turbolenza della sua carriera pubblica. Sposò Diana De Feo nel 1965, un’unione che sarebbe durata cinquantasei anni, fino alla scomparsa di lei nel 2021, dalla quale nacquero le figlie Simona e Sveva. La maggiore, Simona, ereditò certamente la propensione per la vita pubblica della famiglia, dedicandosi in gioventù alla politica come assessora alla Cultura a Spilimbergo, in Friuli, per poi approdare a una collaborazione col Corriere di Pordenone e infine candidarsi alle europee con Forza Italia.
Sul versante professionale, il suo nome è indissolubilmente legato a quello di Silvio Berlusconi, un legame che ha sempre diviso l’opinione pubblica e i colleghi. Carlo Freccero, massmediologo di lungo corso, ha recentemente offerto una chiave di lettura precisa sulla natura di quel rapporto. “Su Emilio Fede è stata fatta molta ironia per la sua dedizione totale, assoluta ed acritica a qualsiasi decisione berlusconiana”, ha ammesso Freccero, “ma sono convinto che Fede non si rese mai opportunista”. Secondo la sua analisi, quella del giornalista scomparso fu piuttosto “una forma di ammirazione così tanto profonda che tutta la sua presenza in tv è un continuo elogio del suo eroe”, un tratto che lo rendeva, per certi versi, una figura anacronistica e per altri genuinamente convincente.
Proprio quel legame così viscerale con l’ex Cavaliere rende ancor più significativa l’assenza del suo nome nel testamento di Berlusconi, reso noto dopo la morte del leader di Forza Italia il 12 giugno 2023. Il documento, che prevedeva lasciti generosi per la compagna Marta Fascina, il fratello Paolo e Marcello Dell’Utri, “per il bene che gli ho voluto e per quello che loro hanno voluto a me”, dimenticò completamente Fede, il suo fidato “direttore”, nonché amico e sostenitore di sempre. Un’esclusione che ha lasciato molti osservatori interrogarsi sulle dinamiche più private di un’amicizia che sembrava inscindibile.




