Shakira e i suoi 200mila cristalli: la cerimonia di chiusura dei Mondiali 2026

Shakira e i suoi 200mila cristalli: la cerimonia di chiusura dei Mondiali 2026
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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Da «ritmo ritmo» a «dai dai», passando per un'infinità di paillettes e un'energia che solo lei sa sprigionare. La notte dei Mondiali 2026, quella che ha incoronato la Spagna campione del mondo, è stata anche la serata del trionfo di Shakira, che ha letteralmente infiammato la cerimonia di chiusura e il primo Halftime Show della storia dei mondiali di calcio.

La sua performance, che ha chiuso idealmente un cerchio iniziato con la canzone ufficiale del torneo, «Dai Dai», è stata un trionfo di colori, musica e un look indimenticabile, realizzato dalla maison italiana Roberto Cavalli e tempestato di oltre 200mila cristalli Swarovski.

Un look da record per una serata da record

L'attenzione, inevitabilmente, si è concentrata sull'abito scelto dalla popstar colombiana per l'occasione. Un look custom made firmato Roberto Cavalli che era un'esplosione di piume nelle tonalità del rosa e del giallo, ispirato ai colori di un tramonto arancione che tanto ricordano alla cantante e al direttore creativo Fausto Puglisi l'atmosfera vibrante di Città del Messico.

La scollatura profonda, i cut-out laterali e una gonna dinamica composta da strisce di tessuto – soprannominate scherzosamente «tagliatelle» – hanno creato un effetto scenico perfetto per il suo inconfondibile movimento. Ma il vero protagonista del vestito è stato il lavoro certosino di oltre 120 ore di lavorazione per applicare a mano i 200.000 cristalli Swarovski, che hanno fatto brillare Shakira sotto i riflettori del New York New Jersey Stadium.

La scelta di esibirsi a piedi nudi, con la sua iconica chioma riccia al vento, ha sottolineato la sua spontaneità e il legame con la sua arte, in un mix perfetto tra alta moda e libertà espressiva.

Il primato di «Dai Dai» e il potere globale di Shakira

La canzone che ha accompagnato questa performance, «Dai Dai», realizzata insieme alla star nigeriana Burna Boy, non è solo un tormentone estivo ma un vero e proprio fenomeno globale. A pochi giorni dalla finale, il singolo aveva già raggiunto la vetta della classifica globale di Spotify, consacrando Shakira come la prima artista nella storia a raggiungere il numero uno con brani in inglese e in spagnolo. Un record che si aggiunge a una carriera già costellata di successi, confermandola come la sesta artista più ascoltata al mondo sulle piattaforme streaming.

Durante l'Halftime Show, Shakira e Burna Boy sono stati affiancati dai ballerini ugandesi Ghetto Kids, portando sul palco un'energia contagiosa che ha coinvolto milioni di spettatori in tutto il mondo, confermando la capacità della cantante di attraversare culture e lingue con la sua musica.

Un cerchio che si chiude (e si riapre) tra calcio e musica

Il legame tra Shakira e i Mondiali di calcio è ormai un capitolo fondamentale della storia della musica pop. Dopo l'esordio nel 2006 in Germania con una versione speciale di «Hips Don't Lie», passando per l'inarrestabile successo di «Waka Waka» nel 2010 e «La La La» nel 2014, la sua presenza a New York ha rappresentato un momento di forte significato simbolico.

Con il suo abito, la cantante ha voluto rendere un omaggio esplicito al passato, richiamando i colori fluo del look indossato proprio in occasione della vittoria della Spagna nel 2010, quando la canzone «Waka Waka» diventò un inno mondiale. «È un momento che chiude un cerchio», ha dichiarato Shakira, sottolineando come la scelta di indossare ancora una volta un abito Roberto Cavalli fosse un modo spontaneo e naturale per celebrare la sua storia con questo evento sportivo e guardare al futuro con la stessa energia.

Un cast stellare per un halftime da antologia

La serata, ovviamente, non è stata solo di Shakira. L'evento ha segnato l'introduzione del primo Halftime Show nella storia della finale dei Mondiali, un'innovazione voluta dalla FIFA per aumentare lo spettacolo, con una durata che ha superato ampiamente i canonici quindici minuti. Sul palco si sono alternati altri co-headliner del calibro di Madonna e Justin Bieber, con la regia curata dal frontman dei Coldplay, Chris Martin.

Un cast di eccezione che ha trasformato l'intervallo della finale Argentina-Spagna in un evento mediatico senza precedenti, confermando ancora una volta come il mondo dello sport e quello della musica possano fondersi in uno spettacolo di portata planetaria. E in questo nuovo scenario, Shakira ha dimostrato di essere ancora una volta una delle sue interpreti più autentiche e carismatiche.

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