Ferrari e McLaren dividono le strategie a Suzuka, ma il venerdì lascia spazio all’ottimismo
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Redazione Sport
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Il circuito di Suzuka, con il suo tracciato tecnico e le curve ad alto carico aerodinamico, ha offerto un primo assaggio delle gerarchie in vista del Gran Premio del Giappone, ma i dati delle libere – seppur indicativi – non raccontano una storia univoca. La McLaren, che aveva già stupito in Australia, ha replicato il suo dominio cronometrico con Lando Norris e Oscar Piastri in testa alla classifica, confermando una scelta di assetto aggressiva che privilegia la velocità pura a discapito di una gestione conservativa degli pneumatici.
Dall’altra parte del garage, la Ferrari ha mostrato invece un approccio diverso, concentrandosi sul primo settore – quello più tortuoso – dove Carlos Sainz e Charles Leclerc hanno fatto registrare tempi competitivi, segno di un’efficienza aerodinamica che potrebbe rivelarsi decisiva in qualifica. Le simulazioni di gara, seppur limitate dalle interruzioni, hanno però suggerito un degrado delle gomme meno marcato del previsto, ridimensionando le preoccupazioni legate alla tenuta sul lungo.
Frederic Vasseur, pur riconoscendo i progressi della concorrenza, ha smorzato i toni allarmisti: "Non siamo troppo lontani, anche se ci manca qualcosa nelle curve 9-11. Il bilanciamento della vettura è buono, e Hamilton stesso ha dimostrato che il passo c’è". Un’analisi condivisa da Leclerc, che nonostante il settimo tempo in FP2 – sessione segnata da quattro bandiere rosse – ha preferito guardare oltre i numeri: "Abbiamo imparato molto sulla SF-25 oggi, e so come sfruttarne il potenziale. Il vento potrebbe complicare le cose domani, ma siamo più competitivi di quanto sembri".




