Tentato furto in una villa ad Arezzo, ladro muore dissanguato durante la fuga: caccia ai due complici

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   La sera di venerdì 13 febbraio, la tranquillità delle colline intorno a Policiano, frazione del comune di Arezzo, è stata rotta da un tentativo di furto che si è concluso in modo drammatico. Un uomo, del quale non sono state ancora rese note né l'identità né la nazionalità, è morto dissanguato dopo essersi ferito mentre tentava di darsi alla fuga insieme ad almeno due complici. L'allarme, secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri, è scattato intorno alle 20:39 in un'abitazione situata nella zona di Gorello, un'area collinare tra la città e la campagna verso la Valdichiana. I proprietari della villa, accortisi dell'intrusione grazie al sistema di allarme perimetrale, hanno sorpreso i malviventi e uno di loro, per intimorirli e metterli in fuga, ha esploso un colpo di pistola in aria. Un gesto, quest'ultimo, che avrebbe spinto i tre ladri a dileguarsi nella vegetazione e nel buio dei campi circostanti senza portare via la refurtiva, in alcuni racconti si parla di argenteria e gioielli abbandonati sul posto. Poco dopo, però, dalla campagna sarebbero giunti dei lamenti, e il Corpo senza vita dell'uomo è stato rinvenuto a poca distanza dalla villa, in un vigneto o nei pressi di un piccolo torrente.

La dinamica della ferita mortale e i soccorsi inutili

Il decesso, stando ai primi accertamenti del medico legale, sarebbe stato causato da una profonda lacerazione che ha reciso la vena femorale, provocando una copiosa emorragia. Le indagini, coordinate dalla procuratrice capo di Arezzo, Gianfederica Dito, che si è recata personalmente sul posto, stanno cercando di ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente. L'ipotesi al momento più accreditata, e su cui gli investigatori stanno concentrando i rilievi, è che l'uomo, nella concitazione e nel buio della fuga attraverso i campi, sia finito addosso a una recinzione metallica. Alcune fonti parlano di barriere anti-cinghiali, strutture appuntite installate per proteggere i terreni e le abitazioni isolate dalla fauna selvatica. Nel tentativo di scavalcare un ostacolo o a seguito di una caduta, il malvivente sarebbe rimasto infilzato su uno dei paletti di ferro, riportando quella ferita letale. Nonostante i proprietari della villa abbiano immediatamente allertato i soccorsi, per l'uomo non c'è stato nulla da fare: le sue condizioni sono apparse subito disperate e il dissanguamento è stato rapidissimo. Resta aperto, e al vaglio della procura, il punto relativo alla dinamica precisa del contatto con la recinzione, se cioè sia avvenuto durante un tentativo di scavalcamento della cancellata perimetrale della proprietà o più avanti, durante la fuga nelle campagne.

Indagini in corso e ricerche dei fuggitivi

I carabinieri della compagnia di Arezzo hanno immediatamente avviato le indagini per chiarire ogni aspetto della vicenda, ascoltando i proprietari della villa e isolando l'area per i rilievi del caso. L'intera zona, compresa tra Policiano e la campagna verso la Valdichiana, è stata posta sotto sequestro per consentire agli investigatori di raccogliere ogni possibile traccia. Le attenzioni degli inquirenti sono ora concentrate sulla ricerca dei due complici che sono riusciti a far perdere le proprie tracce. Le forze dell'ordine, con il supporto della polizia di Stato, stanno setacciando il territorio, e non si esclude l'impiego di unità cinofile per battere i boschi e i vigneti circostanti. Si cerca anche l'auto che la banda potrebbe aver utilizzato per raggiungere la zona, un veicolo che potrebbe essere stato lasciato nelle vicinanze e che rappresenta un tassello fondamentale per risalire all'identità della vittima e dei complici, attualmente del tutto ignoti. La procura valuta ogni pista e ogni possibile collegamento con altri furti che, stando alle testimonianze raccolte, si sarebbero verificati nella stessa serata o nei giorni precedenti nella zona.

Il punto sulle indagini e le concitate fasi della fuga

Dalle testimonianze raccolte, sembra che la banda avesse già tentato un altro colpo poco prima, forzando una finestra in un'abitazione vicina, per poi spostarsi verso la villa dove è scattato l'allarme. Quando i proprietari, una famiglia che si trovava in casa, si sono accorti della loro presenza, uno di loro ha impugnato un'arma legalmente detenuta e ha fatto fuoco all'esterno, esplodendo uno o forse due colpi in aria a scopo esclusivamente intimidatorio. I malviventi, presi dal panico, si sono lanciati in una fuga precipitosa nella campagna buia, un terreno impervio e sconosciuto costellato da ostacoli come canali, muri a secco e appunto le recinzioni metalliche. I due complici, che potrebbero aver proseguito la corsa senza rendersi subito conto delle condizioni del terzo uomo o che potrebbero averlo abbandonato al suo destino per mettersi in salvo, sono ora attivamente ricercati. La ricostruzione della dinamica è ancora in fase di evoluzione e gli investigatori non trascurano alcuna ipotesi, incluso l'eventuale ruolo di un mezzo di appoggio lasciato nelle vicinanze con un autista, mentre si concentrano sull'esame delle tracce ematiche e delle impronte per ricostruire gli ultimi concitati istanti di vita della vittima.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.