Torino, bimbo di 11 mesi muore soffocato mentre la madre era in ospedale per partorire
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Redazione Interno
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La duplice esistenza che si spegne e quella che, contemporaneamente, lotta per venire alla luce in uno stesso ospedale: è il paradosso drammatico della vicenda accaduta a Torino, dove un bambino di appena undici mesi ha perso la vita per soffocamento nella tarda serata di martedì 17 marzo. Il piccolo, di origini nigeriane, si trovava nell’appartamento di via Capelli, nel quartiere Parella, insieme alla zia, essendo stato affidato a lei per il tempo necessario al ricovero della madre, la quale era in attesa di partorire. Una fatalità, stando a una prima e angosciante ricostruzione, che ha visto il manifestarsi improvviso di una crisi respiratoria, verosimilmente causata da un boccone di cibo — ma non si esclude del tutto l’ipotesi del vomito — che avrebbe ostruito le vie aeree del neonato.
È stata la zia, resasi conto dell’accaduto, a lanciare l’allarme, componendo il numero unico per le emergenze con una chiamata disperata al 118; i sanitari, giunti sul posto in pochi minuti a bordo di un’ambulanza, hanno trovato il bambino in condizioni già critiche, se non disperate. Nonostante il tempestivo intervento e la prolungata applicazione delle manovre di rianimazione, protrattesi per circa venticinque minuti tra l’abitazione e il tragitto verso il pronto soccorso, il cuore del piccolo non ha mai ripreso a battere in modo autonomo e stabile. Il trasporto d’urgenza è stato indirizzato proprio all’ospedale Maria Vittoria, il medesimo nosocomio dove, in quello stesso frangente, la madre era ricoverata e prossima al parto, circostanza che aggiunge un ulteriore strato di tragicità all’intera vicenda.
All’arrivo in ospedale, per il bimbo non c’era ormai più nulla da fare; i medici del pronto soccorso, informati della simultanea presenza della madre, hanno constatato il decesso dopo aver tentato invano ogni possibile strada per strapparlo alla morte. Sul posto, intanto, oltre al personale sanitario, sono intervenuti gli agenti della polizia di Stato, i quali hanno avviato i rilievi del caso e svolto un sopralluogo nell’abitazione di via Capelli per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Al momento, gli inquirenti non avrebbero rilevato elementi che possano far pensare a responsabilità penali di terzi, orientandosi piuttosto verso la drammatica ipotesi dell’incidente domestico, di una fatalità contro la quale nessuna precauzione avrebbe potuto nulla.
Il duplice dramma all’ospedale Maria Vittoria e gli accertamenti in corso
La stessa notte, proprio nel reparto di ostetricia del Maria Vittoria, si stava consumando un altro evento, di segno opposto ma non meno carico di pathos: la madre del piccolo stava infatti partorendo, e alcune fonti parlano addirittura di una doppia nascita, di due gemelli venuti al mondo mentre il loro fratellino maggiore lottava tra la vita e la morte in una corsia poco distante. Una coincidenza temporale e spaziale che rende la tragedia ancora più lancinante, se possibile, e che ha scosso profondamente il personale sanitario dell’ospedale, già provato nella stessa giornata da un altro lutto, quello di una ragazzina di dodici anni colpita da una fatale emorragia cerebrale mentre si recava a scuola. Per il piccolo di undici mesi, invece, la Procura potrebbe disporne l’autopsia, al fine di fugare ogni dubbio residuo sulle cause esatte del soffocamento e confermare ufficialmente la dinamica che ha portato alla ostruzione delle vie respiratorie.
Gli investigatori, che hanno ascoltato la zia per ricostruire gli istanti precedenti alla crisi, lavorano per fornire un quadro chiaro di quanto accaduto, sebbene al momento non emergano profili di colpa specifici al di là dell’imprevedibile concatenarsi degli eventi. Resta, sullo sfondo, l’immagine di una famiglia sconvolta da una perdita immane proprio nell’ora in cui avrebbe dovuto allargarsi, e di una madre alla quale, mentre dava alla luce un figlio, ne veniva portato via un altro per sempre.




