Medici veneti delusi dalla nuova manovra
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Redazione Interno
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La recente manovra economica, approvata dal governo, ha suscitato un'ondata di proteste tra i medici e gli infermieri del Veneto, i quali, delusi dalle misure adottate, si preparano a incrociare le braccia il prossimo 20 novembre. Gli stanziamenti previsti, infatti, sono stati giudicati insufficienti dai rappresentanti del settore sanitario, che lamentano aumenti salariali irrisori e la mancanza di nuove assunzioni, necessarie per far fronte al crescente carico di lavoro.
Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), ha espresso solidarietà nei confronti dei colleghi ospedalieri, raccontando l'esperienza di una dottoressa campana, specializzata in oculistica, che ha ricevuto un'offerta di lavoro in Francia, a Marsiglia, con una remunerazione media di 1.300-1.800 euro al giorno. Questo episodio, secondo Anelli, è emblematico della situazione critica in cui versa il personale sanitario italiano, costretto a confrontarsi con stipendi bassi e condizioni di lavoro sempre più difficili.
Le misure sanitarie previste dalla manovra, che dovrebbero portare a un aumento della dotazione finanziaria a 3,5 miliardi di euro, sono state accolte con scetticismo e critiche. I sindacati Anaao Assomed, Cimo-Fesmed e Nursing Up hanno calcolato che gli aumenti salariali netti per il 2025 saranno di soli 17 euro al mese per i medici e 7 euro per gli infermieri, mentre per il 2026 si prevedono incrementi di 115 e 80 euro rispettivamente. Tuttavia, la mancanza di nuove assunzioni, rinviate al 2026, rappresenta un ulteriore motivo di insoddisfazione per il personale sanitario, che si trova a dover affrontare una situazione di superlavoro e stress crescente.
Anche il settore della scuola e i pensionati si sono uniti al coro di proteste, denunciando la scarsità degli stanziamenti previsti dalla manovra economica.




