Zaia sulla lista che porta il suo nome: «Non ne so nulla, lavoro per i veneti»
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Redazione Interno
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Mentre presentava il suo libro Autonomia. La rivoluzione necessaria a Villa Crescente di Ponte San Nicolò, nel Padovano, Luca Zaia è tornato a parlare delle prossime elezioni regionali in Veneto, evitando però di sbilanciarsi sulla possibilità che il suo nome compaia in una lista autonoma. «Continuo a lavorare, ho preso un impegno con i veneti», ha dichiarato il governatore, che resterà in carica ancora per qualche mese. Quanto alla cosiddetta "Lista Zaia", ha aggiunto: «Non ne so niente, non sono coinvolto nel tavolo delle trattative».
La questione, però, è più complessa di così. Alle regionali del 2020, la lista legata al presidente uscente ottenne quasi il 45% dei consensi, superando di gran lunga i risultati dei singoli partiti di centrodestra: la Lega si fermò al 15%, Fratelli d’Italia poco oltre il 10% e Forza Italia sotto il 5%. Un dato che spiega perché, nonostante le resistenze degli alleati – Tajani ha già detto no, Salvini preferisce glissare –, Zaia non sembri intenzionato a rinunciare del tutto all’ipotesi di un simbolo che porti il suo nome.
Il problema, per la coalizione di governo, è che il peso politico del governatore veneto rischia di stravolgere gli equilibri. Se da un lato Zaia insiste nel chiedere un vertice di coalizione per discutere la questione, dall’altro il centrodestra nazionale sembra voler rimandare il confronto, lasciando il Veneto in fondo all’agenda. Intanto, resta incerta anche la data del voto: il governatore spera ancora in un election day condiviso con altre regioni, ma i tempi stringono e le trattative, finora, non hanno prodotto accordi.




