Tesoro, collocati 4,5 miliardi di euro di BOT e Btp con rendimenti in calo
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Redazione Economia
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Il Ministero dell’economia e delle finanze, attraverso le aste di collocamento svoltesi nella giornata del 28 aprile 2026, ha immesso sul mercato complessivi 4,5 miliardi di euro tra BOT a 3 e 6 mesi, registrando – come già emerso nelle precedenti tornate – un generalizzato calo dei rendimenti. Di questi, 2,5 miliardi sono riferiti al BOT con vita residua di 75 giorni, un’operazione che ha visto una domanda pari a 3,99 miliardi; ne consegue un rapporto di copertura di 1,60, valore che segnala un interesse comunque sostenuto nonostante la riduzione dei tassi offerti.
La prima tranche del Btp giugno 2031 raccoglie 4 miliardi
Il giorno successivo, mercoledì 29 aprile 2026, il MEF ha collocato la prima tranche del nuovo Btp con scadenza fissata al 1° giugno 2031, titolo contraddistinto dal codice ISIN IT0005707614 e da una cedola annua lorda del 3,15% (che diventa l’1,575% a semestre). L’emissione, interamente destinata a una durata quinquennale, ha raggiunto l’importo massimo della forchetta prevista – tra 3,5 e 4 miliardi – attestandosi quindi a 4 miliardi di euro. Le richieste complessive si sono spinte fino a circa 6,14 miliardi, generando un rapporto di copertura di 1,53.
Dal 30 aprile 2026 il titolo sarà quotato sul MOT
A partire da giovedì 30 aprile 2026, il Btp in questione verrà quotato sul Mercato Telematico delle Obbligazioni (MOT) gestito da Borsa Italiana, consentendone così la negoziazione secondaria. La prima cedola sarà staccata già il 1° giugno 2026, con un tasso dello 0,242308%; le successive scadenze sono state fissate per il 1° dicembre e il 1° giugno di ogni anno.
Rendimento lordo in calo di 16 punti base al 3,32%
L’asta a medio-lungo termine ha visto il Tesoro assegnare complessivamente 9 miliardi di euro tra i vari titoli, ma l’attenzione si è concentrata sul nuovo Btp benchmark quinquennale: il rendimento lordo si è fissato al 3,32%, in discesa di 16 punti base rispetto all’asta precedente. Un calo, questo, che accompagna la domanda ferma a 6,136 miliardi e conferma la tendenza alla riduzione dei tassi offerti dal debitore pubblico.




