Il Potenza Calcio solleva la Coppa Italia di Serie C, e la politica lucana abbraccia un successo storico

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Redazione Sport Redazione Sport   -   C’è un pezzo di Basilicata, e non solo per la precisione geografica, che da qualche ora si guarda indietro e cerca di capacitarsi di come un sogno, costruito partita dopo partita, abbia trovato la sua consacrazione più alta. Il Potenza Calcio, la squadra rossoblù che da anni rappresenta una piazza calda e appassionata come poche nel panorama del calcio meridionale, ha vinto la Coppa Italia di Serie C. Un’impresa, quest’ultima, che porta con sé il peso specifico di un’intera regione, spesso dimenticata dai riflettori nazionali ma capace, quando serve, di regalare storie dal respiro profondo. A sollevare il trofeo non è stato un gruppo qualsiasi, bensì un collettivo plasmato a immagine e somiglianza del suo allenatore, quel Pietro De Giorgio che, guarda caso, è calabrese di Verbicaro. E proprio il suo paese d’origine, in un gesto carico di orgoglio territoriale, non ha esitato a tributargli pubblicamente i complimenti, sottolineando con fierezza il legame che unisce il tecnico alla sua terra d’origine, sebbene il successo porti i colori della vicina Lucania.

L’abbraccio delle istituzioni, da Pittella a Galella, passando per i piccoli comuni

Non appena l’eco dell’ultimo fischio finale si è spenta, il mondo politico lucano ha voluto prendere carta e penna (o meglio, aprire i propri canali ufficiali) per rendere omaggio a quanto accaduto. Il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Marcello Pittella, ha definito la conquista «un traguardo storico per il calcio lucano», sottolineando come dietro al risultato vi siano «lavoro, dedizione e grande spirito di gruppo». D’altra parte, le sue parole non suonano come un semplice atto dovuto: in una regione dove il calcio professionistico ha dovuto spesso fare i conti con budget ridotti all’osso e con la fatica di competere ai piani alti, portare a casa una coppa nazionale rappresenta un unicum. E dall’altra parte dello schieramento politico, ecco arrivare la voce di Alessandro Galella, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, il quale ha voluto mettere l’accento su un aspetto che molti, forse, tenderebbero a trascurare: la natura non casuale di questo successo. «È il frutto di un progetto societario serio – ha dichiarato Galella – costruito nel tempo con visione, competenza e grande passione». Una dichiarazione, quest’ultima, che sposta l’attenzione dal singolo episodio fortunato alla pianificazione di lungo periodo, quasi a voler suggerire che la vittoria non è piovuta dal cielo, ma è stata seminata con intelligenza.

Un paese calabrese si stringe attorno al proprio figlio, e il Casarano fa sentire la propria voce

E se la politica regionale si è spesa in complimenti a pioggia, c’è una piccola comunità dell’alto Tirreno cosentino, Verbicaro appunto, che ha assistito all’impresa con gli occhi di chi vede crescere uno dei suoi. «I nostri complimenti al nostro compaesano Pietro De Giorgio», si legge sulla pagina ufficiale del Comune, in un passaggio che sa di abbraccio sincero, quasi familiare. Non solo: il tam tam delle congratulazioni ha varcato anche i confini regionali per toccare il Salento. Antonio Filograna Sergio, presidente del Casarano calcio, ha voluto omaggiare il Potenza con un post apparso sui profili social della propria società, riconoscendo il prestigio di un’impresa che «rende merito alla società, ai calciatori e allo staff tecnico». Un gesto, quello del dirigente pugliese, che non è scontato nel mondo del calcio minore, dove le rivalità spesso offuscano la capacità di riconoscere il merito altrui. Eppure, in questo caso, la sportività ha preso il sopravvento, e il Casarano si è tolto il cappello di fronte a chi, in campo, ha saputo dimostrare di valere qualcosa in più.

Dentro la vittoria, il nodo infrastrutturale che Galella tira in ballo senza mezzi termini

Tuttavia, a mescolarsi alla pioggia di complimenti e abbracci virtuali, Galella ha inserito una notarella che sa più di promemoria che di polemica. Perché sì, il Potenza ha un progetto serio – lo ha detto senza giri di parole – ma «serve un nuovo stadio». Un passaggio, quest’ultimo, che getta una luce cruda su una verità che i tifosi rossoblù conoscono fin troppo bene: l’impianto attuale, per quanto carico di storia e di ricordi, stride con le ambizioni di una società che ha appena alzato al cielo un trofeo nazionale. E allora, mentre la città di Potenza si prepara a festeggiare i propri eroi, resta sullo sfondo la concretezza di chi ricorda che senza infrastrutture adeguate, ogni progetto, per quanto solido, rischia di cozzare contro un tetto di vetro. Nessuna previsione sul futuro, nessun giudizio affrettato: solo la fotografia di un successo meritato, raccontato da chi la politica la fa ogni giorno, e di una struttura che, prima o poi, andrà ripensata. Il resto, per ora, è gioia semplice, fatta di cori, bandiere e di quel Peppino De Giorgio che dalla panchina ha saputo scrivere la pagina più bella del calcio lucano.

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