Tajani celebra la "vittoria epocale" sulla separazione delle carriere, mentre la riforma divide
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Roma, 25 luglio – Un applauso carico di simbolismo ha attraversato la sala del Consiglio nazionale di Forza Italia, quando Antonio Tajani ha ricordato Silvio Berlusconi nel momento in cui annunciava il via libera del Senato alla separazione delle carriere magistrali. «Per noi questa è una festa», ha dichiarato il segretario azzurro, definendo l’approvazione della riforma «il coronamento di una battaglia politica iniziata nel ’94». Con 106 voti favorevoli, il testo – che dovrà ora passare al vaglio referendario nella primavera del 2026 – introduce la divisione tra magistrati giudicanti e requirenti, un cambiamento che Tajani non esita a definire «storico».
«Sul tema giustizia i risultati si vedono», ha aggiunto, esprimendo sicurezza sulla vittoria del referendum. «È una battaglia giusta», ha insistito, mentre tra i sostenitori della riforma c’è chi, come l’avvocato penalista Di Palo, pur approvando il principio, avverte sui possibili effetti collaterali: «Il rischio è una magistratura inquirente meno indipendente, più vicina all’esecutivo, come accade negli Stati Uniti». Un monito che sembra echeggiare le critiche delle opposizioni, secondo le quali la riforma mira ad «addomesticare i magistrati».




