Riforma epocale della giustizia italiana in vista
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Redazione Interno
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L'ex pm Antonio Di Pietro ha espresso il suo sostegno alla riforma della giustizia proposta dal governo Meloni, sottolineando l'importanza di un giudice terzo che non ha nulla a che fare né con il pm né con i difensori, come previsto dall'articolo 111 della Costituzione. Di Pietro ha criticato coloro che si oppongono alla riforma, accusandoli di ipocrisia.
La separazione delle carriere
Dopo più di 30 anni dall'entrata in vigore del codice Vassalli e numerosi tentativi di riforma, il ministro della Giustizia Carlo Nordio è riuscito a far imboccare alla giustizia italiana la strada della separazione delle carriere. Questa svolta, definita "epocale" dal Guardasigilli, potrebbe avere un impatto significativo sul processo penale, come spiegato da alcuni tra i più autorevoli giuristi italiani.
Un simbolo in nome di Berlusconi
La riforma della giustizia, passata come disegno di legge costituzionale mercoledì scorso in consiglio dei ministri, è vista anche come un simbolo in nome (e in memoria) di Silvio Berlusconi. Tuttavia, il percorso che porterebbe allo stravolgimento della giurisdizione, cioè alla separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente, appare ancora piuttosto lungo.
Se questa sarà la volta buona per questo percorso tortuoso lo dirà il tempo. Nel frattempo, l'attesa per la riforma epocale della giustizia italiana continua.




