Scontri No Tav a Chiomonte, la guerriglia dei 700 black bloc e la risposta dello Stato
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Redazione Interno
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L'assalto al cantiere dell'alta velocità in Val di Susa, nella tarda mattinata di ieri, ha riportato la cronaca degli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine ai livelli di tensione che non si registravano da anni sul fronte della Tav.
Il bilancio, ancora parziale, parla di lanci di pietre, bombe carta e molotov contro le ruspe e le divise, mentre la risposta delle forze di polizia si è concentrata sull'utilizzo di gas lacrimogeni per disperdere un corteo che, secondo le stime degli organizzatori, avrebbe raggiunto le ventimila persone, sebbene la matrice violenta degli scontri sia stata circoscritta a un gruppo ben preciso e organizzato di attivisti.
L'assalto organizzato e la condanna delle istituzioni
Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha immediatamente condannato quanto accaduto con una nota ufficiale in cui definisce l'accaduto un "assalto organizzato" ai cantieri e alle forze dell'ordine, sottolineando come dietro il paravento di una manifestazione pacifica si sia consumata l'ennesima trasformazione della Valle di Susa in teatro di violenza.
Nelle dichiarazioni di Cirio emerge la convinzione che centinaia di violenti, molti dei quali provenienti dall'estero, abbiano agito con un obiettivo preciso, quello di seminare distruzione e sfidare apertamente lo Stato e le regole della convivenza civile; una posizione, questa, che ha trovato sostegno anche nelle parole del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, il quale ha espresso una condanna ferma e senza ambiguità per quanto avvenuto nelle vicinanze del cantiere di Chiomonte, sottolineando l'inaccettabilità di episodi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini.
I black bloc francesi e la dinamica degli scontri
La dinamica degli scontri rivela un aspetto peculiare e inquietante: i principali protagonisti della guerriglia, circa 700 persone, appartenevano a quella frangia dell'attivismo noto come "blocco nero", quasi tutti francesi, vestiti dalla testa ai piedi con abbigliamento scuro e provvisti di maschere antigas e occhialini da piscina, un equipaggiamento che non lasciava spazio all'identificazione dei singoli ma che denotava una preparazione specifica al confronto con le forze dell'ordine, tanto da riuscire a resistere alla fitta coltre di lacrimogeni.
L'assalto al cantiere è avvenuto mentre il lungo corteo, che si era messo in marcia da Borgata 8 dicembre a Venaus, cuore del festival Alta felicità giunto alla sua decima edizione, procedeva tra gli applausi di una parte dei residenti e con bambini che sventolavano bandiere No Tav, creando un contrasto netto tra la cornice della protesta popolare e le azioni di guerriglia messe in atto dai black bloc.
La reazione politica e il presidio dello Stato
Le reazioni politiche non si sono fatte attendere e hanno attraversato tutto lo spettro istituzionale, con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha rivolto un ringraziamento agli agenti impegnati nelle operazioni di contenimento, mentre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito con fermezza che lo Stato non si piega di fronte a episodi di violenza e intimidazione, rivendicando la necessità di portare avanti le opere strategiche per il paese, come la linea ferroviaria ad alta velocità.
Gli investigatori stanno ora analizzando i filmati e le testimonianze per risalire ai singoli responsabili degli atti vandalici, considerato che il blocco nero, per sua natura, agisce come un gruppo fluido e difficilmente inquadrabile in una struttura gerarchica tradizionale, rendendo complesso il lavoro di identificazione ma non impossibile grazie alle numerose telecamere di sorveglianza presenti in zona e ai dispositivi di riconoscimento facciale.
Il clima in Val di Susa resta teso, con le forze dell'ordine che mantengono un presidio capillare sul territorio per evitare ulteriori escalation e garantire la ripresa in sicurezza dei lavori, mentre la procura di Torino ha già aperto un fascicolo per valutare le responsabilità penali dei manifestanti coinvolti negli scontri, una vicenda che si inserisce in un contenzioso storico e politico sulla realizzazione dell'opera che ormai dura da oltre trent'anni, segnando profondamente il rapporto tra le comunità locali e lo Stato centrale.
Il caro-benzina, intanto, aggiunge un ulteriore elemento di pressione sul governo, con il prezzo del carburante che a Milano ha raggiunto i 2,6 euro al litro, spingendo l'esecutivo a valutare il meccanismo delle accise mobili per cercare di arginare le impennate dei prezzi e offrire un sollievo alle famiglie e alle imprese, sebbene l'impatto della protesta No Tav e i riflessi sull'ordine pubblico restino al centro dell'agenda politica, con il ministro dell'Interno che ha convocato un comitato per l'ordine e la sicurezza per fare il punto sulle strategie di prevenzione e controllo dei movimenti
Antagonisti, in vista di possibili nuove manifestazioni annunciate per i prossimi giorni.
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