La Fed si appresta a tagliare i tassi, con l’Europa in attesa
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Redazione Economia
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Mentre le borse europee si avviano a un avvio di settimana in lieve rialzo, nonostante il recente taglio del rating della Francia da parte di Fitch, l’attenzione dei mercati finanziari globali è interamente assorbita dalla riunione della Federal Reserve in calendario per domani e dopodomani. Gli analisti, interpretando una serie di indicatori macroeconomici al di sotto delle aspettative – in primis quelli sul mercato del lavoro –, considerano ormai pressoché scontata una riduzione dei tassi di interesse di venticinque punti base. L’ipotesi di un intervento più aggressivo, che avrebbe potuto toccare i cinquanta punti, appare invece del tutto remota, segno di una cautela che il board dell’istituto centrale statunitense non intende abbandonare.
Questa mossa, che porterebbe il tasso dei Fed funds in un range tra il 4,00% e il 4,25%, giunge in risposta a precise sollecitazioni provenienti dalla Casa Bianca, dove il presidente Donald Trump ha più volte espresso la sua insofferenza per una politica monetaria da lui giudicata troppo restrittiva, e al contempo riconosce un evidente peggioramento dei dati occupazionali. Tuttavia, la decisione potrebbe non configurarsi come l’inizio di un ciclo di ampio allentamento monetario, poiché la Fed deve comunque misurarsi con il pericolo, ben più insidioso, di una stagflazione, caratterizzata da un’inflazione che, sebbene in parziale rientro, rimane tenacemente al di sopra dell’obiettivo.
Secondo l’analisi di Simon Dangoor, Head of Fixed Income Macro Strategies per Goldman Sachs Asset Management, alla quale i operatori guardano con interesse, è plausibile che al taglio di questa settimana possa seguirne un altro già nel mese di ottobre. Egli ritiene, infatti, che la banca centrale – la quale deve fronteggiare pressioni inflazionistiche che a breve termine permangono elevate – potrebbe trovare conforto nel fatto che le aspettative di inflazione appaiano ancorate e che il mercato del lavoro non mostri segnali di surriscaldamento, elementi che lascerebbero spazio a un ulteriore, seppur misurato, stimolo.




