La nuova BMW X5 con cinque anime: benzina, diesel, plug-in, elettrico e idrogeno

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Nel panorama automobilistico contemporaneo, dove molti costruttori hanno scelto di accelerare in modo deciso e talvolta esclusivo verso la mobilità elettrica, BMW continua a percorrere una strada che potremmo definire pragmatica e poliedrica. La quinta generazione del suo celebre SUV, la X5, che con il passare degli anni ha saputo conquistare una fetta importante del mercato premium a livello globale, è pronta a debuttare con una particolarità che, fino a oggi, nessun altro modello di serie aveva mai sperimentato: offrire ai propri clienti ben cinque diverse tipologie di motorizzazione.

Si tratta di una scelta che va ben oltre la semplice strategia commerciale, toccando piuttosto i fondamenti stessi della filosofia produttiva dell'azienda, la quale sembra intenzionata a non chiudersi alcuna porta, scommettendo sulla massima flessibilità tecnologica per adattarsi ai gusti, alle necessità e alle infrastrutture dei diversi mercati mondiali.

Un unico modello per cinque tecnologie di propulsione

Questa nuova strategia si concretizza nella X5 G65, il cui nome in codice è ormai noto agli addetti ai lavori, e che sarà ufficialmente svelata nel corso dell'estate, per poi entrare in produzione nello stabilimento statunitense di Spartanburg a partire dal mese di agosto.

La caratteristica che la distingue da ogni altra vettura del marchio bavarese è la sua straordinaria versatilità sotto il cofano: il cliente potrà scegliere tra un motore a benzina mild-hybrid a 48V, un turbodiesel anch'esso con tecnologia mild-hybrid, una più complessa versione plug-in hybrid, una inedita variante completamente elettrica e, gettando lo sguardo a un futuro non troppo lontano, anche un modello a idrogeno con celle a combustibile, la cui commercializzazione è prevista per il 2028.

Si tratta di una scommessa imponente, che di fatto trasforma la piattaforma del nuovo X5 in un vero e proprio laboratorio tecnologico a cielo aperto, in grado di ospitare soluzioni apparentemente antitetiche, dall'energia chimica dei combustibili tradizionali a quella immagazzinata in batterie ad alta tensione, fino alla generazione elettrica a bordo tramite idrogeno.

Il powertrain benzina, diesel e i dettagli delle prestazioni

La base della gamma sarà rappresentata dal motore a benzina, un sei cilindri in linea da 3.0 litri della famiglia B58, profondamente rivisto e abbinato a un sistema mild-hybrid da 48 volt che eroga 17 cavalli di potenza aggiuntiva, per una potenza complessiva di circa 400 CV. Questo propulsore, che rappresenta il cuore pulsante della versione X5 40 xDrive, garantisce prestazioni brillanti e una risposta pronta, senza rinunciare a una fluidità di marcia che è un marchio di fabbrica del costruttore.

Per i mercati europei, e non solo, sarà disponibile anche una versione diesel, la 40d xDrive, che con i suoi circa 300 CV rappresenta una scelta tradizionale ma ancora molto apprezzata per chi percorre lunghe distanze. A completare il quadro delle motorizzazioni endotermiche, sebbene previste in una fase successiva, arriveranno anche delle varianti sportive con il caratteristico motore V8 biturbo da 4.

4 litri, destinate alle versioni M Performance e, in futuro, alla vera e propria M, la quale vedrà la luce probabilmente nel 2028 per rappresentare l'apice prestazionale della gamma.

L'impiego di queste diverse architetture meccaniche, pur nella loro eterogeneità, è reso possibile da un telaio che è stato progettato per essere sufficientemente flessibile da accogliere tutte le varianti senza compromettere le caratteristiche di guida, un aspetto su cui gli ingegneri hanno lavorato con particolare attenzione durante le fasi di calibrazione finale nei pressi dello stabilimento americano.

Le varianti elettriche e l'innovativa soluzione a idrogeno

La spinta verso l'elettrificazione si manifesta in maniera decisa con le versioni plug-in hybrid, che uniscono il sei cilindri a un motore elettrico integrato nel cambio per offrire una potenza di sistema che, nella variante 50e xDrive, raggiunge i 490 CV, garantendo un'autonomia in modalità puramente elettrica che si preannuncia superiore rispetto all'attuale generazione grazie all'adozione di nuove celle di batteria.

Ma il vero salto tecnologico, quello che pone la nuova X5 in una posizione di avanguardia, è rappresentato dalla versione completamente elettrica, battezzata iX5. Questa variante, basata su un'architettura a 800 volt che consente ricariche ultrarapide, è equipaggiata con due motori elettrici in grado di sviluppare una potenza combinata di circa 578 CV, spinti da una batteria con una capacità lorda di 141 kWh per il mercato europeo e di 144 kWh per quello statunitense, che dovrebbe garantire un'autonomia vicina ai 1000 chilometri.

L'elemento forse più affascinante e visionario, tuttavia, è la variante a idrogeno, che sfrutterà la tecnologia delle fuel cell di terza generazione sviluppata in collaborazione con Toyota; questo modello, previsto per il 2028, dimostra la volontà di BMW di esplorare tutte le possibili frontiere della mobilità sostenibile, anche se la sua diffusione sarà inevitabilmente legata allo sviluppo delle infrastrutture di rifornimento.

La produzione a Spartanburg e il debutto sul mercato

La produzione del nuovo X5, che continuerà a essere realizzato nello storico stabilimento di Spartanburg, in South Carolina, rappresenta un tassello fondamentale per l'industria automobilistica americana e per l'azienda stessa, che ha scelto questo sito come hub globale per i propri SUV.

Le prime versioni a uscire dalle catene di montaggio, dopo il debutto ufficiale di quest'estate, saranno le più tradizionali, ovvero la 40 xDrive e la 40d xDrive, seguite a stretto giro dalla versione a trazione posteriore 40i; entro la fine dell'anno si aggiungeranno le plug-in hybrid 50e xDrive e M60e xDrive, mentre le elettriche iX5 arriveranno nei primi mesi del 2027, seguendo un piano di lancio studiato per soddisfare la domanda globale senza creare colli di bottiglia produttivi.

Questa strategia, che mira a coprire l'intero spettro della domanda, è destinata a consolidare il ruolo del modello come uno dei più venduti e rappresentativi del marchio, un'autentica ammiraglia che, pur nelle sue diverse declinazioni, manterrà inalterato il proprio carattere, forte di un'avanzata piattaforma che è stata resa più rigida e reattiva per garantire un comportamento stradale sempre all'altezza delle aspettative, in un'ottica di evoluzione continua che non sembra voler trascurare nessuna delle possibili soluzioni per il futuro della mobilità personale.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.