Trump e Putin, un piano segreto a 28 punti per fermare la guerra in Ucraina
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Redazione Esteri
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L’amministrazione americana guidata da Donald Trump ha avviato, in gran segreto, una collaborazione diretta con la Russia per definire un nuovo piano che ponga fine al conflitto in Ucraina. A rivelarlo è il sito statunitense Axios, il quale, attingendo a fonti anonime sia di Washington che di Mosca, descrive un documento articolato in ventotto punti specifici. Questo approccio, secondo quanto si apprende, si ispirerebbe esplicitamente al modello negoziale del cessate il fuoco a Gaza, strutturato in venti punti e concordato il mese scorso, dimostrando una volontà di applicare schemi collaudati a un teatro di crisi completamente differente.
La missione del Pentagono a Kiev
Parallelamente a questi contatti con il Cremlino, l’impegno statunitense si è concretizzato con l’invio di una delegazione di altissimo livello del Pentagono nella capitale ucraina. Il segretario dell’Esercito, accompagnato da due generali a quattro stelle, ha incontrato il presidente Volodymyr Zelensky e altri alti funzionari, sia civili che militari, in un nuovo tentativo dell’esecutivo americano di rilanciare un negoziato di pace. L’iniziativa, riportata dal Wall Street Journal, si inserisce in una fase di intensa attività diplomatica, della quale si conoscono alcuni dettagli operativi ma non ancora gli esiti delle discussioni.
La telefonata diretta e le parole di Trump
La natura personale e diretta dell’approccio di Trump è emersa pubblicamente in un suo racconto durante un forum a Washington. Il presidente americano ha rievocato una telefonata ricevuta da Vladimir Putin in seguito alla mediazione di pace tra Armenia e Azerbaigian. “Fammi risolvere la tua cavolo di guerra!” avrebbe esclamato Trump, riportando la propria risposta al leader russo che, a suo dire, si era mostrato sorpreso per il successo in quel negoziato. Quel dialogo, sebbene non confermato ufficialmente dal Cremlino, delinea una linea di comunicazione privilegiata che sembra andare oltre i canali diplomatici tradizionali.
Il contesto militare e il sostegno internazionale
Mentre si dipanano queste intricate trame diplomatiche, la guerra sul campo prosegue senza sosta. Le autorità di Kiev hanno confermato l’utilizzo di missili americani Atacms per colpire obiettivi all’interno del territorio russo, un elemento che aggiunge un’ulteriore dimensione strategica al conflitto. Nel contempo, il sostegno internazionale all’Ucraina non si arresta, come dimostra l’annuncio del governo spagnolo di un nuovo pacchetto di aiuti militari del valore di seicentoquindici milioni di euro. Questo stanziamento, che include equipaggiamento difensivo per circa trecento milioni, si inquadra in un accordo bilaterale più ampio che prevede impegni per un miliardo di euro nel solo ambito della sicurezza.




