Milano Cortina 2026, l’Italia cancella il record di Lillehammer: quattordici medaglie e sei ori
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Redazione Sport
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La spedizione azzurra alle Paralimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 ha ufficialmente riscritto la storia, archiviando un primato che resisteva da trentadue anni. È successo nel corso della terzultima giornata di gare, quella che consegnerà agli annali un dato oggettivo e inconfutabile: quattordici podi complessivi, con sei medaglie d’oro, sette d’argento e una di bronzo. Il vecchio record di Lillehammer 1994, fermo a tredici medaglie ma privo della luce del metallo più pregiato – in Norvegia arrivarono sette argenti e sei bronzi – è stato polverizzato grazie a una pioggia di successi che ha investito le nevi di Cortina e Socrepes.
L’assalto azzurro sulle nevi di casa
A innescare la miccia è stato Jacopo Luchini, che nel banked slalom di para snowboard categoria SB-UL ha firmato una prestazione memorabile. Il 35enne toscano, nato con un’aplasia alla mano sinistra, ha fermato il cronometro sul tempo di 56”28, lasciandosi alle spalle due agguerriti avversari cinesi come Wang Pengyao e Jiang Zihao. Per Luchini, che a Pechino 2022 aveva dovuto accontentarsi di un quinto e un sesto posto, si tratta della rivincita più bella, quella che trasforma il rammarico in un’apoteosi personale e collettiva. La sua giornata, come ha raccontato lui stesso, è stata il frutto di un lavoro di squadra che ha saputo ribaltare le difficoltà iniziali. Quasi in contemporanea, Emanuel Perathoner ha confermato di essere un fuoriclasse assoluto: l’altoatesino, già oro nello snowboard cross, ha bissato il Titolo nel banked slalom SB-LL2 con una seconda manche da 54”28, diventando il primo snowboarder paralimpico a realizzare una doppietta d’oro nella stessa edizione dei Giochi, precedendo lo svizzero Von Gruenigen e l’australiano Tudhope.
La domenica tricolore dello sci alpino
Se lo snowboard ha regalato emozioni a ripetizione, lo sci alpino non è stato da meno. Sulla celebre pista Olympia delle Tofane, René De Silvestro ha conquistato l’oro nello slalom gigante sitting: un successo costruito con una prima manche autoritaria e una seconda condotta con intelligenza, sufficiente a contenere il ritorno dell’olandese Niels De Langen e del norvegese Jesper Pedersen. Per il 29enne di San Vito di Cadore, che nel 2013 aveva dovuto fare i conti con una lesione midollare dopo una caduta in allenamento, è il primo sigillo paralimpico della carriera, un traguardo che arricchisce un palmarès già costellato di metalli internazionali. A completare il quadro di giornata ci ha pensato Giacomo Bertagnolli, che assieme alla sua guida Andrea Ravelli ha messo al collo l’argento nel gigante per ipovedenti. Il trentino di Cavalese, nonostante un fastidioso problema al ginocchio che lo ha accompagnato durante la gara, ha lottato fino all’ultimo centesimo con l’austriaco Johannes Aigner, autentico dominatore di questi Giochi. Per Bertagnolli si tratta della quarta medaglia in altrettante gare a Milano Cortina e della dodicesima in carriera, un bottino che lo colloca tra i più grandi interpreti dello sci paralimpico di sempre.
L’arte di vincere anche nell’ombra
Dietro ogni impresa sportiva esiste un ecosistema di competenze che lavora lontano dai riflettori. Nel caso della spedizione azzurra, anche un pezzo di Piacenza ha contribuito a scrivere questa pagina di storia. Carmine D’Elia e Luca Destro, che operano nella filiale piacentina di Ottobock – azienda leader nella tecnica ortopedica e nella riabilitazione – sono tra coloro che mettono a disposizione degli atleti gli strumenti per esprimersi al massimo. Un lavoro che richiede precisione, ascolto e capacità di innovazione, e che permette ad atleti come Martina Vozza, Federico Pelizzari – oggi ai piedi del podio ma comunque protagonista – e appunto Bertagnolli di calcare le piste con la sicurezza necessaria per competere ai vertici mondiali. Una filiera silenziosa ma fondamentale, che trova in questa valanga di medaglie la sua più alta legittimazione.
Il nuovo volto del medagliere
Con questi risultati, l’Italia ha scalato posizioni importanti nella classifica generale, issandosi al terzo posto dietro alla potenza incontrastata della Cina – che guida con un margine siderale – e agli Stati Uniti. Il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha commentato con enfasi l’impresa di De Silvestro, sottolineando come l’entusiasmo delle tribune affollate, con la famiglia dell’atleta e volti noti come Deborah Compagnoni e Alberto Tomba, abbia fatto da cornice a una giornata destinata a rimanere negli archivi. Sei ori non si erano mai visti nella storia paralimpica invernale italiana, e il fatto che il sorpasso sul record di Lillehammer sia avvenuto in casa rende il traguardo ancora più significativo. La macchina organizzativa, intanto, continua a girare: oggi si torna in pista con le ultime gare di biathlon a Tesero e le finali di curling e para ice hockey, ma l’obiettivo principale, quello di lasciare un segno indelebile nella disciplina, è già stato centrato con gli interessi.




