Milano Cortina 2026, l’Italia del record con trenta medaglie e dieci ori: la festa dello sport azzurro
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Redazione Sport
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Si sono spente le fiamme olimpiche all’Arena di Verona e, con quelle, si è chiusa ufficialmente la parentesi dei Giochi invernali di Milano Cortina 2026, una edizione che il movimento sportivo italiano – al netto delle polemiche sui costi e sui cantieri – difficilmente potrà dimenticare. La spedizione azzurra, che per oltre due settimane ha gareggiato davanti al pubblico amico di Bormio, Anterselva, Livigno e del capoluogo lombardo, ha letteralmente riscritto la storia della disciplina, mettendo in bacheca un bottino che profuma di impresa: trenta medaglie in tutto, dieci delle quali del metallo più pregiato, sei d’argento e quattordici di bronzo. Un risultato che supera di dieci lunghezze il precedente record di Lillehammer 1994, quando l’Italia tornò a casa con venti allori, e che proietta il Paese al quarto posto nel medagliere generale, dietro alla corazzata Norvegia, agli Stati Uniti e ai Paesi Bassi, staccati di una sola lunghezza per quel che riguarda gli ori.
La valanga azzurra e i nomi dell’eccellenza
A trascinare la squadra sono state, come spesso accade, le sue stelle più luminose, ma accanto a loro sono spuntati giovani e conferme che hanno ampliato il raggio d’azione dell’ItalbTeam. Federica Brignone, che appena dieci mesi fa lottava contro un infortunio alla gamba sinistra, ha firmato una doppietta storica in superG e in gigante, regalando al pubblico di Cortina due giornate da incorniciare. Con lei, Francesca Lollobrigida ha dominato il pattinaggio di velocità, salendo sul gradino più alto del podio nei tremila e nei cinquemila metri, mentre nel biathlon Lisa Vittozzi ha finalmente centrato quell’oro individuale che mancava alla tradizione azzurra, imponendosi nell’inseguimento di Anterselva. Nel medesimo sport, Dorothea Wierer ha contribuito all’argento della staffetta mista, chiudendo i Giochi con la solita classe.
Lo short track ha regalato emozioni e record: Arianna Fontana, con un oro nella staffetta mista e due argenti (nei cinquecento e nella staffetta femminile), è diventata l’atleta italiana più medagliata di sempre, scavalcando lo schermidore Edoardo Mangiarotti e portandosi a casa la quattordicesima medaglia della sua carriera. Con lei, Pietro Sighel ha messo al collo un altro oro nella staffetta mista e un bronzo nella prova maschile, confermandosi uomo squadra di valore assoluto. E poi lo slittino, che ha visto l’Italia brillare con le doppiette d’oro nel doppio femminile di Andrea Voetter e Marion Oberhofer e in quello maschile di Emanuel Rieder e Simon Kainzwaldner, oltre al bronzo nella gara a squadre. Senza dimenticare lo sci di fondo, con Federico Pellegrino eterno protagonista capace di trascinare Elia Barp e la staffetta maschile a due bronzi pesanti.
La doppietta di Livigno e le prime volte
Sulle nevi di Livigno è arrivato forse il sigillo più bello di questa Olimpiade casalinga, quello che ha permesso all’Italia di raggiungere la doppia cifra nel conteggio degli ori. Simone Deromedis e Federico Tomasoni hanno regalato una storica doppietta nello ski cross, con il primo a tagliare il traguardo davanti all’amico-rivale in una gara che resterà nella memoria collettiva. Una prova di forza che ha commosso gli addetti ai lavori, resa ancora più intensa dalla dedica di Tomasoni alla fidanzata Matilde Lorenzi, la giovane sciatrice scomparsa tragicamente nel 2024. Dal canto suo, Flora Tabanelli, appena diciottenne, ha scritto una pagina inedita per il freestyle italiano, conquistando un bronzo nel big air che vale molto più del metallo stesso: è la prima medaglia olimpica di sempre per il movimento in questa disciplina. A queste si aggiungono le affermazioni nel pattinaggio di velocità, con Andrea Giovannini bronzo nella mass start e l’argento di Giovanni Franzoni in discesa libera, a testimonianza di una varietà di talenti che ha attraversato dieci diversi sport.
I numeri di una kermese globale
Oltre alle performance atletiche, i numeri organizzativi restituiscono l’immagine di un evento di portata mondiale. Il CIO ha reso noto che sono stati venduti un milione e trecentomila biglietti, con picchi di affluenza a Bormio (dove il novantaquattro per cento dei posti era occupato), ad Anterselva e a Milano. Quasi duemilacinquecento giornalisti accreditati, di cui la stragrande maggioranza proveniente dall’estero, hanno raccontato le imprese di circa 2900 atleti, e l’impatto mediatico ha fatto registrare numeri da capogiro: oltre dieci miliardi di interazioni sui profili social ufficiali, triplicando il dato di Pechino 2022. Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il capo dello Stato Sergio Mattarella hanno ricevuto l’Ordine Olimpico d’Oro, massima onorificenza del Comitato, per il sostegno istituzionale garantito alla manifestazione. Adesso lo sguardo è già rivolto alle Paralimpiadi, che prenderanno il via il 6 marzo sempre dall’Arena di Verona, con la stessa ambizione di lasciare il segno.




