Meloni: la patrimoniale è una ricetta bizzarra e tardocomunista, mai con noi al governo
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Redazione Interno
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Nel corso di un evento elettorale a Napoli, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito "bizzarre e tardocomuniste" le proposte di patrimoniale avanzate dall'opposizione, assicurando che simili ricette fiscali non verranno mai approvate fin quando il centrodestra guiderà l'esecutivo. Attaccando frontalmente le forze politiche avversarie, la premier ha messo in discussione la stessa definizione di ricchezza che, a suo dire, la sinistra utilizzerà per giustificare il prelievo. "Dicono che questa manovra favorisce i ricchi", ha affermato Meloni, "e davvero ci vuole molta immaginazione, e anche un po' di coraggio, a sostenere una tesi del genere". Secondo la capo del governo, le critiche sull'agevolazione dei più abbienti sono infondate, considerando che gli interventi hanno incluso una riduzione dell'aliquota per una fascia di reddito che parte da 28mila euro annui.
La provocazione della premier sulla definizione di "ricco"
Meloni ha quindi lanciato una provocazione ai suoi critici, chiedendo di chiarire pubblicamente a chi, esattamente, intendano applicare la nuova imposta. "La sinistra ha una proposta nuova: la patrimoniale. Perché bisogna colpire i ricchi", ha dichiarato, "ma la domanda che io però devo fare è: siccome si sta dicendo che noi con la manovra abbiamo favorito i ricchi e quindi si considerano ricche le persone che guadagnano 2.500 euro al mese, è a questa gente che vogliamo applicare la patrimoniale?". Una questione, questa, che la leader di Fratelli d'Italia ha voluto porre in maniera diretta, quasi una richiesta di delucidazioni ufficiali su quali siano i parametri di riferimento per un prelievo che viene presentato come mirato.
L'impegno a bloccare la proposta
"No, chiaritecelo dalla sinistra cortesemente perché sarebbe interessante", ha aggiunto, sottolineando l'assurdità che lei percepisce nell'accostare quella fascia di reddito all'idea di benessere economico. La risposta, perentoria, sulla non praticabilità di tali disegni è arrivata poco dopo: "Ovviamente fin quando governiamo noi questa nazione queste ricette bizzarre e tardocomuniste non passeranno". Un impegno netto, quello della presidente, a fare da argine a quelle che considera derive ideologiche in campo economico, presentando il governo come un baluardo contro politiche fiscali che giudica anacronistiche e punitive.
Il contesto della manovra economica
Le dichiarazioni sono state rese nel vivo del dibattito sulla manovra economica, che l'esecutivo difende come equilibrata e volta a sostenere una vasta platea di contribuenti. La riduzione dell'aliquota per i redditi compresi tra 28mila e 35mila euro, citata dalla stessa Meloni, rappresenta uno dei punti su cui si è concentrato lo scontro politico. La premier, respingendo le accuse di aver avvantaggiato i più facoltosi, ha ribadito la natura inclusiva degli interventi, lasciando intendere che la contrapposizione sulla patrimoniale delinei due visioni antitetiche della società e del fisco.




