Bologna, il sindaco Lepore querela "Il Giornale": "Fake news su di me e la mia famiglia"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha formalmente annunciato di avere sporto querela contro il quotidiano “Il Giornale” per due articoli, pubblicati nei giorni scorsi, che definisce “diffamatori e pieni di fake news e illazioni” rivolte alla sua persona e al nucleo familiare. L’azione legale, il cui annuncio è circolato attraverso una nota ufficiale e un successivo messaggio sui social network, non si limiterà al solo organo di stampa: Lepore ha infatti precisato che procederà legalmente anche contro gli esponenti politici della destra, a livello sia locale che nazionale, che hanno rilanciato e amplificato i contenuti di quegli articoli, contribuendo, a suo dire, a diffonderne le presunte falsità.

Il contenuto delle inchieste giornalistiche

Le pubblicazioni oggetto della disputa vertono, in sostanza, su una serie di presunti legami tra l’amministrazione comunale e metropolitana guidata dal sindaco e il mondo cooperativo regionale, con particolare attenzione al settore dell’accoglienza. Uno dei punti centrali sollevati dalla testata riguarda la cooperativa Lai Momo, realtà che opera proprio in quell’ambito e presso la quale risulta impiegata, come attestato da documenti ufficiali della cooperativa stessa, la moglie del primo cittadino, Margherita Toma. Gli articoli, corredati da riferimenti a delibere, determine e atti amministrativi, hanno evidenziato come Lai Momo riceva finanziamenti sia dall’Asp, l’Azienda pubblica di Servizi alla Persona del Comune di Bologna, sia direttamente dalla Regione Emilia-Romagna, pubblicando anche le cifre precise dei contributi percepiti.

Le reazioni e il dibattito istituzionale

La questione, che ha rapidamente valicato i confini della cronaca locale per approdare nelle aule parlamentari, ha visto un primo intervento formale con un’interrogazione presentata dal senatore di Fratelli d’Italia Marco Lisei. La risposta del sindaco, perentoria, è stata quella di denunciare una campagna di disinformazione orchestrata contro di lui e i suoi cari, motivando la scelta della querela come necessaria per tutelare la propria reputazione e interrompere il flusso di quelle che considera mere illazioni. Dal canto suo, “Il Giornale” ha replicato alle accuse parlando di un tentativo di imbavagliare la stampa e di impedire il lavoro di inchiesta su vicende che ritiene di avere documentato in maniera puntuale, sottolineando come i fatti narrati siano supportati da atti pubblici.

Il quadro di una polemica politica

La vicenda si inserisce in un contesto politico già polarizzato, dove le accuse di conflitto di interesse e le rivendicazioni di trasparenza si intrecciano con le strategie di comunicazione dei diversi schieramenti. Mentre Lepore insiste sul carattere diffamatorio e pretestuoso degli attacchi, la parte politica che li ha rilanciati li considera, al contrario, legittime richieste di chiarezza su un uso dei fondi pubblici che meriterebbe, a loro avviso, maggiore scrutinio. La scelta delle vie legali segna dunque un’ulteriore escalation in una controversia che, al di là dei meriti giudiziari, riflette le tensioni e le diverse letture della gestione della cosa pubblica in uno dei territori amministrativamente più significativi del paese.

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