Bologna, il sindaco Lepore querela Il Giornale: "Fake news su di me e la mia famiglia"
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Redazione Interno
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Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha avviato un'azione legale annunciando una querela nei confronti del quotidiano Il Giornale, colpevole, a suo dire, di aver pubblicato articoli diffamatori. Secondo la nota ufficiale diffusa dal primo cittadino, i pezzi in questione, apparsi nelle scorse settimane, avrebbero proposto una narrazione intrisa di illazioni e notizie false, prendendo di mira non solo la sua figura ma anche quella dei suoi familiari. Lepore ha, inoltre, fatto esplicito riferimento all'intenzione di procedere legalmente anche contro quegli esponenti politici, a livello locale e nazionale, che stanno alimentando e rilanciando quelle medesime ricostruzioni.
Il contenuto degli articoli e le accuse di conflitto d'interessi
Il fulcro degli articoli contestati, i cui titoli evocano "affari rossi" e "soldi alla coop", ruota attorno alle relazioni tra l'amministrazione pubblica bolognese e il mondo cooperativo, con un particolare focus sui finanziamenti erogati a enti che si occupano di servizi alla persona e accoglienza. Tra queste realtà figura la cooperativa Lai Momo, alla quale è stato dedicato ampio spazio poiché al suo interno lavora la moglie del sindaco, Margherita Toma. La pubblicazione, come affermato dalla testata, avrebbe provato a documentare, citando delibere e determine, i flussi di denaro pubblico verso tale cooperativa, provenienti sia dal Comune, tramite l'Asp, che dalla Regione Emilia-Romagna.
La reazione e il dibattito politico
La vicenda, dopo le prime pubblicazioni, ha rapidamente oltrepassato la dimensione giornalistica per approdare nel dibattito politico-istituzionale. Un senatore ha presentato un'interrogazione parlamentare, sollevando pubblicamente la questione e chiedendo chiarimenti in merito a possibili conflitti di interesse. La risposta del sindaco è stata netta e senza tentennamenti, interpretando l'intera operazione come un attacco coordinato, portato avanti attraverso organi di informazione e poi amplificato dalla destra politica, con l'obiettivo di colpire la sua reputazione e quella dei suoi cari. Dalle sue parole traspare la convinzione di essere vittima di una campagna denigratoria costruita ad arte.
Le vie legali intraprese
La decisione di ricorrere agli strumenti offerti dalla giustizia rappresenta, quindi, il passo formale con cui Matteo Lepore intende contrastare quanto definito, senza mezzi termini, una manovra basata su fake news. La querela depositata contro il giornale non è dunque percepita come una semplice difesa personale, ma come una reazione a quello che viene descritto come un tentativo di "imbavagliare" una testata, bensì come una necessaria azione per tutelare la verità dei fatti. La scelta di includere nel procedimento anche i politici che hanno rilanciato le accuse mira a circoscrivere quello che, dalla prospettiva del sindaco, sembra configurarsi come un episodio di utilizzo strumentale delle notizie.




