Strage di Castel d’Azzano, tre ufficiali dei carabinieri davanti alla commissione disciplinare
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Redazione Interno
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La strage di Castel d’Azzano entra in una nuova fase con il procedimento disciplinare avviato nei confronti di tre ufficiali dei carabinieri: il capitano Vincenzo Spataro, il tenente colonnello Antonio Sframeli e il colonnello Claudio Papagno compariranno davanti alla Commissione di disciplina della Corte d’Appello di Venezia il 30 ottobre. L’iniziativa riguarda le valutazioni interne sull’operazione conclusa con l’esplosione del casolare dei fratelli Ramponi e la morte di tre militari dell’Arma.
Il procedimento nasce da un fascicolo parallelo rispetto all’inchiesta penale sulla tragedia avvenuta a Castel d’Azzano, in provincia di Verona. La Procura generale di Venezia sta esaminando la posizione dei tre ufficiali dopo un esposto presentato dagli avvocati dei familiari delle vittime. Gli atti disciplinari contestano diciotto capi d’incolpazione legati a ipotesi di negligenza nella gestione dell’intervento.
L’attenzione degli accertamenti riguarda il ruolo ricoperto dai tre comandanti nell’organizzazione dell’operazione che aveva portato le forze dell’ordine davanti al casolare dei fratelli Ramponi. Papagno era comandante provinciale dei carabinieri di Verona, Sframeli guidava il reparto operativo provinciale e Spataro era alla guida della compagnia di Villafranca. La Commissione di disciplina dovrà valutare gli aspetti contestati sotto il profilo dell’ordinamento militare.
L’esplosione avvenne nella notte del 14 ottobre 2025 durante un intervento nel casolare dei fratelli Franco, Dino e Maria Luisa Ramponi. Sul posto erano presenti circa trenta operatori tra carabinieri, poliziotti, vigili del fuoco e personale coinvolto nelle procedure di sgombero dell’immobile. La deflagrazione provocò il crollo dell’edificio e la morte di tre appartenenti all’Arma.
I fratelli Ramponi sono stati rinviati a giudizio davanti alla Corte d’Assise di Verona con accuse che comprendono strage, detenzione di esplosivi e minacce. Il procedimento penale riguarda la responsabilità per l’esplosione che ha colpito gli operatori intervenuti nell’abitazione di Castel d’Azzano.
La vicenda si sviluppa quindi su due piani distinti: da una parte il processo nei confronti dei tre fratelli accusati per la strage, dall’altra il procedimento disciplinare interno che riguarda gli ufficiali incaricati della catena di comando. I due percorsi hanno oggetti diversi e seguono valutazioni autonome sulle responsabilità coinvolte.
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