Strade del Friuli, terza vittima in tre giorni: muore Laura Marcolin
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Redazione Interno
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Un altro pomeriggio si è trasformato in tragedia sulle strade provinciali del Friuli Venezia Giulia, dove il bilancio di lutti, in un crescendo drammatico, ha registrato la terza vita spezzata in altrettanti giorni. Poco dopo le ore 18 di mercoledì 29 ottobre, lungo via Wassermann ad Aviano, il violento schianto tra due autovetture ha infatti causato la morte di Laura Marcolin, 45 anni, residente proprio in una delle frazioni collegate da quel tracciato. L’incidente, che ha visto coinvolte due donne al volante dei rispettivi mezzi, ha provocato il ferimento dell’altra automobilista, la quale, dopo l’intervento dei soccorsi, è stata trasportata d’urgenza in ospedale per le necessarie cure e accertamenti, mentre per la Marcolin non c’è stato purtroppo nulla da fare.
La dinamica dello schianto
Le cause precise dell’impatto, che le forze dell’ordine stanno ancora meticolosamente analizzando, sembrerebbero riconducibili a uno scontro pressoché frontale. Secondo le prime, frammentarie ricostruzioni, per motivi che restano da chiarire nel dettaglio, le due vetture si sarebbero trovate l’una di fronte all’altra su quella che è la strada provinciale che unisce San Martino di Campagna a Marsure. L’auto sulla quale viaggiava la 45enne, una Lancia Ypsilon, avrebbe subito le conseguenze più devastanti: il veicolo, investito dalla violenza della collisione, si sarebbe ribaltato più volte, proiettando la donna fuori dall’abitacolo e causandone il decesso immediato, sul colpo, senza che le fosse concessa alcuna possibilità di sopravvivenza.
Il profilo della vittima
Laura Marcolin, che viveva nella frazione di San Martino di Campagna, non era soltanto una residente del luogo ma una persona profondamente radicata nel tessuto sociale e produttivo della sua zona. Lavorava, come il fratello Guerrino – che ricopre anche la carica di consigliere comunale –, nell’azienda agricola di famiglia, un’attività che lega il suo nome a quella terra che purtroppo l’ha vista perdere la vita su una delle sue vie di comunicazione. Un tratto di strada, quello di via Wassermann, che molti conoscono bene per la sua pericolosità latente: una carreggiata stretta, immersa nella campagna e sprovvista di un’adeguata segnaletica, ma nondimeno molto trafficata dagli automobilisti del posto i quali, per abbreviare i percorsi, la scelgono spesso come alternativa ai itinerari principali.
Un contesto stradale pericoloso
Quello che è accaduto ad Aviano non rappresenta, purtroppo, un episodio isolato bensì l’ultimo anello di una catena di incidenti mortali che in soli tre giorni ha insanguinato la regione, accendendo un faro d’allarme sulla sicurezza viaria di queste arterie secondarie. La cronaca nera, che in questi casi si limita a registrare i fatti con il dovuto rispetto per le vittime e i loro cari, senza indugiare in dettagli superflui, pone inevitabilmente l’accento sulla fragilità di un sistema viario che, in alcune sue parti, sembra richiedere una riflessione più profonda. Le inchieste aperte dalle autorità competenti, le quali stanno lavorando per fare piena luce sulle dinamiche di ciascun sinistro, costituiscono il necessario presupposto per comprendere le concatenazioni di eventi che portano a simili esiti fatali.




