A Mestre il fisco assorbe 156 giorni di lavoro, ma in Friuli ci sono meno evasori

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre i contribuenti onesti hanno lavorato per lo Stato fino al 6 giugno di quest'anno, l’economia nazionale continua a fare i conti con un’evasione fiscale che coinvolge milioni di persone. Secondo le stime dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, infatti, il sommerso impiega circa 2,5 milioni di lavoratori, molti dei quali privi delle più basilari tutele contrattuali. Un fenomeno, questo, che genera una palese disparità di trattamento e che graa interamente su chi, invece, paga regolarmente le imposte.

Il coordinatore del centro studi Paolo Zabeo ha fornito un quadro regionale che, seppur critico, presenta un’anomalia positiva per il Nord-Est. In Friuli Venezia Giulia, stando ai dati, gli evasori totali – una categoria che include anche i lavoratori in nero – sono stimati in circa 40mila unità. Una cifra significativa, che tuttavia risulta inferiore, in proporzione, a quella registrata in altre regioni italiane, delineando una situazione leggermente meno problematica.

Il malessere dei cittadini, come sottolineato dall’analisi, nasce dalla constatazione che mediamente un dipendente vede sfumare almeno un terzo del proprio stipendio lordo a causa delle trattenute. Quelle fiscali, in particolare, sono percepite come le più onerose, un peso che diventa ancor più difficile da accettare qualora si consideri l’enorme quantità di evasori che operano impunemente sul territorio nazionale.

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