Donna violentata per cinque giorni in un palazzo abbandonato a Mestre: fermato un tunisino

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una donna di 32 anni è stata segregata e ripetutamente violentata all’interno di un edificio disabitato nel centro di Mestre, già sede della Telecom, prima di riuscire a fuggire e chiedere aiuto. I carabinieri, intervenuti dopo la segnalazione, hanno arrestato un cittadino tunisino, irregolare in Italia, sospettato di essere uno degli aggressori. Non è escluso, tuttavia, che si sia trattato di uno stupro di gruppo, considerando le dinamiche ancora in fase di accertamento.

La vittima, trovata in stato di choc e senza vestiti in via Meucci, è stata soccorsa da passanti e trasportata in ospedale, dove i sanitari ne hanno confermato le violenze subite. L’edificio, abbandonato da tempo, sarebbe stato utilizzato come rifugio illegale, un dettaglio che solleva interrogativi sulla sicurezza di strutture lasciate in degrado.

L’episodio, che riporta l’attenzione sulle aggressioni a sfondo sessuale, ha suscitato ancora una volta reazioni istituzionali. Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha parlato di un "bollettino criminale quasi quotidiano", esortando a non normalizzare tali crimini e a collaborare con le forze dell’ordine. Le indagini, intanto, proseguono per chiarire ogni responsabilità, mentre la donna riceve assistenza psicologica e medica.

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