Mestre, pedinata e violentata a 11 anni: i carabinieri sequestrano gli abiti dell’accusato

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Massimiliano Mulas, 45enne sardo già noto alle forze dell’ordine, è finito in manette con l’accusa di aver violentato una ragazzina di undici anni a Mestre, dopo averla pedinata per quasi quaranta minuti. L’appostamento fuori dalla palestra, il seguito sull’autobus e poi sul tram, fino all’aggressione nell’androne di casa: ogni tappa di quel pomeriggio è ora al centro delle indagini dei carabinieri, che hanno sequestrato gli indumenti indossati dall’uomo al momento del fermo.

La ricostruzione dei militari, basata anche sulle immagini delle telecamere, non lascia dubbi sulla meticolosità con cui Mulas avrebbe pianificato l’agguato. La vittima, ignara, aveva appena terminato l’allenamento quando è salita sul mezzo pubblico, cambiando poi alla fermata del tram senza sospettare di essere osservata. Solo nell’ultimo tratto a piedi, ormai vicina all’abitazione, si è trovata faccia a faccia con l’aggressore.

A complicare il quadro è il passato giudiziario dell’imputato, già condannato per reati simili ma mai classificato come "socialmente pericoloso" nonostante la recidiva. «Ha scontato l’ultima pena a Lanusei nel 2021 ed è uscito senza misure restrittive», ha precisato il suo avvocato, Ignazio Ballai, che ora ha annunciato la richiesta di una perizia psichiatrica. «Non l’avevo mai ritenuta necessaria prima», ha aggiunto, descrivendo Mulas come «educato e rispettoso» in apparenza, ma incapace di controllare «azioni incompatibili con quell’immagine».

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