Israele approva il piano per occupare Gaza mentre il Cairo lavora a una tregua. Netanyahu accusato di aver "perso il controllo"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le forze armate israeliane hanno definito le linee guida per una nuova offensiva su Gaza City, approvando un piano che prevede l’occupazione militare della Striscia. Il capo di stato maggiore Eyal Zamir, dopo aver discusso con lo Stato maggiore e i vertici dello Shin Bet, ha confermato l’intenzione di procedere con operazioni su larga scala, nonostante le crescenti tensioni tra il governo e i comandi militari. Fonti interne riferiscono di divisioni tra gli ufficiali, mentre i riservisti – molti dei quali critici verso la strategia adottata – vengono richiamati in servizio.

Intanto, il primo ministro neozelandese Christopher Luxon ha dichiarato che Benjamin Netanyahu avrebbe "perso il controllo", aggiungendo che le politiche israeliane – dall’assenza di corridoi umanitari agli sfollamenti forzati – stanno alimentando una crisi insostenibile. "Si è spinto troppo oltre", ha affermato, mentre Wellington valuta il riconoscimento formale di uno Stato palestinese. Una posizione che si allinea alle critiche del ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, secondo cui Israele sarebbe "responsabile degli eventi di Sweida", sebbene non abbia fornito ulteriori dettagli.

Al Cairo, intanto, si tenta di mediare una tregua, mentre i raid israeliani continuano: solo oggi, secondo fonti locali, 39 palestinesi sarebbero stati uccisi. Netanyahu, dal canto suo, ribadisce che l’obiettivo è la "liberazione simultanea di tutti gli ostaggi", senza però chiarire come conciliare questa priorità con un’operazione che rischia di prolungare il conflitto. Le parole del premier israeliano, che insiste sulla necessità di un intervento decisivo, sembrano ignorare le pressioni internazionali, comprese quelle dell’amministrazione statunitense, ora guidata da Donald Trump

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