Spari allo Zen di Palermo, Di Gangi: “Devono interrogare tutte le istituzioni”

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Gli spari contro le sedi delle associazioni Handala e Albero della Vita allo Zen di Palermo hanno riacceso l’allarme sulla sicurezza in città e sul clima che si vive in uno dei quartieri più delicati del capoluogo siciliano. I colpi d’arma da fuoco hanno raggiunto la sede condivisa di via Rocky Marciano 15, dove sono stati trovati due fori nel vetro di una finestra. Le due realtà associative operano quotidianamente nel quartiere con attività rivolte alle donne e servizi di doposcuola per i bambini, in un contesto frequentato da famiglie, operatori sociali e minori.

Le associazioni dello Zen hanno però chiarito di non avere elementi certi per parlare di un’intimidazione diretta nei loro confronti. Durante l’incontro con il prefetto di Palermo Massimo Mariani, le responsabili di Albero della Vita e Handala, Serena Fleres e Lara Salomone, hanno spiegato di non avere certezze né sul momento in cui l’episodio si sarebbe verificato né sull’eventuale movente. Una posizione definita da chi vive il territorio come un atto di responsabilità, ma che non ha ridotto la gravità di quanto accaduto nel quartiere.

Spari allo Zen, le reazioni delle istituzioni

Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere comunale Dario Chinnici Di Gangi, che ha sottolineato come gli spari in città debbano “interrogare tutte le istituzioni”. Secondo Di Gangi, il fatto che non vi siano elementi per parlare di un atto mirato contro specifiche realtà sociali rende l’episodio ancora più inquietante. Il riferimento è alla “preoccupante normalità” con cui si continua a sparare a Palermo, anche vicino a luoghi frequentati ogni giorno da bambini, famiglie e operatori impegnati nel sociale.

Il sindaco di Palermo Roberto Lagalla ha espresso vicinanza agli operatori e ai volontari delle due associazioni, definendo quanto accaduto “un grave atto intimidatorio” che colpisce non soltanto Handala e Albero della Vita, ma l’intera città. Lagalla ha inoltre ribadito la fiducia nel lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine affinché venga fatta piena luce sull’accaduto e siano individuati rapidamente i responsabili dell’episodio avvenuto allo Zen.

Le attività di Handala e Albero della Vita nel quartiere

Handala e Albero della Vita rappresentano due presenze attive nello Zen attraverso iniziative sociali e attività rivolte ai residenti del quartiere. Le associazioni svolgono interventi di sostegno per le donne e organizzano doposcuola per i bambini, operando in un’area della città dove il lavoro educativo e sociale assume un ruolo centrale. Proprio per questo gli spari contro la sede condivisa hanno provocato forte attenzione istituzionale e politica, oltre a un immediato confronto con il prefetto di Palermo.

Nel corso dell’incontro in prefettura, le responsabili delle due realtà associative hanno mantenuto una posizione prudente sull’episodio, escludendo allo stato elementi concreti che possano confermare la natura intimidatoria dei colpi esplosi contro la sede. Resta però il dato dell’ennesimo episodio legato alle armi da fuoco nel quartiere Zen, un fatto che ha riportato al centro del dibattito cittadino il tema della sicurezza e della presenza dello Stato nei territori più complessi di Palermo.

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