Trovato morto con ferite alla testa un uomo a San Giovanni a Teduccio
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Redazione Interno
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Un uomo di 59 anni, identificato come Raffaele Di Nunzio, è stato trovato senza vita questa notte nell’androne di un palazzo in corso San Giovanni a Teduccio, a Napoli, in circostanze che i carabinieri stanno ancora cercando di chiarire. Sul suo corpo, e in particolare sul capo, sono state riscontrate delle ferite, la cui origine, sebbene non sia ancora stata accertata, costituisce il fulcro delle indagini coordinate dal nucleo operativo di Poggioreale e dalla stazione locale dell’Arma. L’episodio, che ha immediatamente assunto i contorni del mistero, ha richiamato sul posto gli investigatori, i quali, dopo aver posto sotto sequestro l’area del ritrovamento, hanno avviato una meticolosa attività di riscontri e di analisi per determinare con esattezza la dinamica dell’accaduto.
La vittima e la sua attività
Raffaele Di Nunzio, che risiedeva nel quartiere di Barra ma era originario di Torre del Greco, era coniugato e padre di due figli; svolgeva, come riportano le prime informazioni, la professione di venditore ambulante, dedicandosi in particolare alla commercializzazione di pane, che esponeva su dei tavolini collocati all’esterno della propria abitazione. La sua attività, che si configurava come commercio su suolo pubblico senza le necessarie autorizzazioni, lo portava a procurarsi la merce da rivendere, e non è da escludere, considerata la vicinanza, che proprio un panificio situato a poca distanza dal luogo del ritrovamento potesse essere una delle sue fonti di approvvigionamento. Questo aspetto della sua vita, sebbene non sia al momento direttamente collegato all’evento fatale, viene esaminato dagli inquirenti, i quali valutano ogni possibile movente o contesto che possa aver condotto alla tragedia.
Le ipotesi al vaglio degli investigatori
La scena del crimine, o dell’incidente che sia, presenta agli occhi degli esperti elementi di complessa interpretazione, poiché le ferite rilevate sul capo della vittima potrebbero essere state causate tanto da un’aggressione, con colpi inferti da terzi, quanto da una caduta accidentale, forse dovuta a un malore. I militari, che stanno raccogliendo le testimonianze dei residenti e analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona, devono pertanto districarsi tra queste due opposte ricostruzioni, operando una netta distinzione tra un omicidio e un evento di natura del tutto fortuita. La mancanza di elementi chiari e univoci, al momento, impedisce di propendere con sicurezza per l’una o per l’altra ipotesi, rendendo le operazioni investigative particolarmente delicate e articolate.
Il lavoro delle forze dell’ordine
Sul posto, oltre ai carabinieri del nucleo operativo e a quelli della stazione di San Giovanni a Teduccio, sono intervenuti anche i rappresentanti della scientifica, il cui apporto risulta fondamentale per il rinvenimento di tracce biologiche o di qualsiasi altro indizio materiale che possa far luce sulla dinamica. L’androne del palazzo, che normalmente è un luogo di passaggio, è diventato un’aula di tribunale a cielo aperto, dove ogni centimetro quadrato viene ispezionato con la massima attenzione. L’obiettivo primario, come è ovvio che sia, è quello di stabilire con certezza assoluta se Raffaele Di Nunzio abbia perso la vita in seguito a un atto violento perpetrato da un’altra persona o se, invece, la sua morte sia il tragico epilogo di un incidente.




