Ucraina, Zelensky denuncia attacchi russi su 13 regioni e mette in guardia le compagnie aeree: "Cieli di Mosca non sicuri"
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Redazione Esteri
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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha reso noto nelle scorse ore che le forze armate russe hanno sferrato un'offensiva combinata, con droni e missili, prendendo di mira ben tredici regioni dell'Ucraina. Un'ondata di violenza che si estende su un fronte vastissimo, a testimonianza della portata e dell'intensità delle operazioni belliche in corso, le quali continuano a colpire duramente le infrastrutture civili e le aree densamente popolate del paese.
L'annuncio, diffuso attraverso i suoi consueti canali social, fornisce un quadro drammatico ma ancora parziale dei danni, mentre i soccorsi cercano di mettere in sicurezza le zone più colpite e di assistere la popolazione civile rimasta intrappolata sotto le macerie o ferita dall'esplosione delle bombe.
L'attacco su Odessa e il bilancio dei feriti
Uno degli episodi più gravi segnalati da Zelensky riguarda la città di Odessa, vitale porto sul Mar Nero, dove un drone si è abbattuto contro un palazzo residenziale provocando una devastazione che si è estesa dai piani più alti fino al decimo. I soccorritori, come scrive lo stesso Zelensky, stanno ancora operando sul posto per mettere in sicurezza l'edificio e cercare eventuali dispersi, ma il bilancio provvisorio parla già di diciassette feriti, un numero che purtroppo potrebbe aggravarsi nelle prossime ore.
Tra le vittime civili di questo attacco, che ha squarciato le mura domestiche di decine di famiglie, figurano anche tre bambini, un dato che riporta alla crudezza di un conflitto dove i più piccoli pagano un prezzo altissimo in termini di incolumità e traumi psicologici. Il presidente ucraino, nel suo intervento, ha voluto sottolineare la continuità e la ferocia di questi bombardamenti, che non risparmiano nemmeno le zone residenziali, costringendo i servizi di emergenza a un lavoro incessante per limitare i danni di una guerra che sembra non conoscere tregua.
La notifica all'ICAO: spazio aereo russo pericoloso
In parallelo alla denuncia degli attacchi sul proprio territorio, Kiev ha alzato il livello dello scontro su un altro fronte, altrettanto delicato, quello della sicurezza aerea internazionale. Il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, ha confermato che l'Ucraina ha inviato una comunicazione ufficiale all'Organizzazione internazionale dell'aviazione civile (ICAO), con l'obiettivo di mettere in guardia tutte le compagnie aeree e le agenzie di assicurazione sui rischi connessi al sorvolo dello spazio aereo della Federazione Russa.
La nota diplomatica, carica di implicazioni pratiche, avverte che l'intensificarsi delle attività militari, inclusi i lanci di missili e l'impiego massiccio di droni, rende i cieli russi estremamente pericolosi per il traffico civile, esponendo i velivoli a potenziali rischi di abbattimento o a interferenze nei sistemi di navigazione.
Questa mossa, che segue di qualche giorno le analoghe dichiarazioni pubbliche del presidente Zelensky, non rappresenta solo un atto formale, ma un vero e proprio avvertimento strategico volto a dissuadere le compagnie internazionali dal transitare su rotte che attraversano il territorio nemico, con l'obiettivo di isolare ulteriormente Mosca anche dal punto di vista delle comunicazioni aeree.
Droni jet e l'evoluzione tecnologica del conflitto
La guerra in Ucraina sta diventando anche un laboratorio per nuove tecnologie belliche, e i droni ne sono l'esempio più lampante. Quelli che un tempo erano semplici quadricotteri acquistati online e modificati artigianalmente per sganciare ordigni, si sono evoluti in sistemi d'arma sempre più sofisticati e autonomi, capaci di percorrere lunghe distanze e di colpire con precisione bersagli a decine o centinaia di chilometri dal fronte.
L'ultima frontiera di questa corsa agli armamenti low-cost, ma dall'elevato impatto strategico, è rappresentata dai cosiddetti droni jet, ovvero velivoli senza pilota spinti da motori a reazione, che garantiscono velocità e raggio d'azione molto superiori rispetto ai modelli a elica, rendendo così ancora più difficile la loro intercettazione da parte delle difese aeree tradizionali.
Questa rapida mutazione tecnologica, che si manifesta con cicli di aggiornamento quasi semestrali, sta cambiando le regole del conflitto, moltiplicando le minacce sia per le truppe al fronte che per le retrovie, e costringendo gli stati maggiori a rivedere costantemente le proprie strategie di difesa per far fronte a un nemico che si rinnova e si diffonde con la velocità di un'epidemia.
Le parole di Zelensky e la chiusura dei cieli russi
Nel suo intervento video, ripreso e diffuso attraverso i canali social della presidenza, Zelensky ha rincarato la dose, rivolgendosi direttamente a tutte le compagnie aeree che ancora operano nello spazio aereo della Federazione Russa, nonché alle società di assicurazioni che coprono i relativi rischi. Il messaggio è chiaro e perentorio: i cieli russi stanno diventando "assolutamente pericolosi" e gli attacchi ucraini contro obiettivi militari e logistici situati in profondità nel territorio nemico continueranno, anzi, subiranno un'intensificazione nei prossimi giorni.
Secondo il presidente ucraino, la situazione è ormai tale che lo spazio aereo della Federazione va considerato "di fatto in chiusura", un monito che mira a creare un cordone sanitario intorno alla Russia, scoraggiando qualsiasi traffico civile e trasformando le rotte aeree in zone ad alto rischio.
Si tratta di una guerra psicologica di non poco conto, che gioca sulla paura e sulla percezione del pericolo, ma che si basa anche su fatti concreti, come dimostrano i recenti attacchi con droni che hanno colpito infrastrutture chiave e depositi di carburante lontani dal fronte, dimostrando la capacità di Kiev di proiettare la propria offensiva ben oltre i confini contesi.
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