Belve Crime, il ritorno di Francesca Fagnani tra colpevoli perfetti e il giallo di Parma
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Martedì 5 maggio, alle ore 21.20 su Rai 2 e in contemporanea su Rai Play, lo spin-off del celebre format di interviste, “Belve Crime”, tornerà a occupare la prima serata per esplorare quelle che potremmo definire le geografie più aspre dell’animo umano. Ideato e condotto da Francesca Fagnani, il programma prodotto da Fremantle abbandona il gossip patinato del jet set e si inoltra, invece, nei meandri oscuri della cronaca nera, lì dove si annidano moventi violenti e verità processuali spesso controverse. In questa nuova edizione, a fare gli onori di casa non saranno i soliti personaggi dello spettacolo, ma tre figure complesse legate a diversi cold case: dalla vicenda della banda della Uno Bianca al dramma giudiziario di Rina Bussone, passando per il caso destinato a catalizzare l’attenzione del pubblico, ovvero quello di Katharina Miroslawa. A introdurre ogni storia ci sarà Elisa True Crime, la celebre youtuber e podcaster che fornirà al telespettatore il contesto necessario prima del faccia a faccia con la conduttrice.
L’ombra lunga dell’omicidio Mazza e la “colpevole perfetta”
A quarant’anni esatti di distanza dalla brutale uccisione dell’industriale Carlo Mazza, trovato senza vita all’interno della sua auto nel centro storico di Parma nella notte tra l’8 e il 9 febbraio 1986 -2, Katharina Miroslawa tornerà a raccontare la sua verità. Originaria della Polonia, arrivata in Italia negli anni Ottanta lavorando nei nightclub tra Modena e il Nordest, Miroslawa fu al centro di un processo mediatico tanto feroce quanto quello che si svolse in aula; la stampa dell’epoca non esitò a etichettarla come “la mantide”, giocando sullo stereotipo della femme fatale dell’Est capace di rovinare l’uomo facoltoso. Ora, dalla sua condanna definitiva per concorso morale nell’omicidio (21 anni e 6 mesi di reclusione, scontati tra latitanza e detenzione nella prigione della Giudecca a Venezia), la donna insiste ancora sulla propria innocenza. Lo fa con una certa dose di provocazione, come dimostra la dichiarazione anticipata ai microfoni: “Ero la colpevole perfetta perché lavoravo in un night. Se avessi fatto la casalinga, nessuno mi avrebbe filato”.
La frase, che suona come un atto d’accusa contro i pregiudizi sociali dell’epoca, costituisce il fulcro narrativo dell’intervista con Francesca Fagnani. La giornalista, nota per il suo stile graffiante e ostinato, dovrà districarsi tra la ricostruzione degli eventi – che vedeva coinvolto anche l’ex marito Witold Kielbasinski, poi deceduto – e le contestazioni relative alla famigerata polizza assicurativa da un miliardo di lire che l’imprenditore aveva stipulato in favore dell’amante. Mentre la giustizia ha chiuso i giochi con la condanna definitiva arrivata nel 1993, la signora Miroslawa ha portato avanti per anni battaglie legali per la revisione del processo; racconta di trovarsi oggi in una fase della vita in cui desidera semplicemente “il processo al processo”. Di certo, l’appuntamento sul piccolo schermo non servirà a ribaltare le sentenze, ma potrebbe gettare una luce diversa – o forse ancora più ambigua – su quella che fu ribattezzata l’“edonismo criminale” degli anni Ottanta.
Analisi di un format che scava senza rete
A differenza della versione classica di “Belve”, dove la tensione nasce dal tentativo di far crollare le maschere degli ospiti famosi, “Belve Crime” sposta il baratro psicologico dalla vanità alla sopravvivenza morale. Qui, lo “sgabello” non regge il peso della promozione di un disco o di un libro, ma il fardello di vicende giudiziarie complesse, di ergastoli e di testimonianze rese talvolta sotto minaccia. La regia di Mauro Stancati e la consulenza giornalistica di firme come Giovanni Bianconi assicurano quella profondità investigativa che manca ai semplici talk show. Si tratta, in fondo, di un’operazione cruda: restituire la parola – e il volto – a chi ha incontrato il male, sia perché lo ha commesso, sia perché lo ha subito o, come nel caso di molti casi giudiziari controversi, lo ha semplicemente incrociato per sbaglio.
Mentre l’Italia si prepara a seguire questo ritorno in prima serata, l’occhio della telecamera si poserà inevitabilmente anche su Roberto Savi (l’ex poliziotto finito nel tunnel della banda della Uno Bianca) e su Rina Bussone, simbolo di una giustizia spesso fragile. Eppure, è l’intervista a Katharina Miroslawa a rappresentare il piatto forte della serata, se non altro per la distanza siderale tra la freddezza del fatto di cronaca e la passione ancora intatta – o quantomeno strenuamente difesa – con cui lei rievoca il rapporto con la vittima. Perché, come cerca di dimostrare Fagnani in ogni sua puntata, a volte la verità processuale e quella sentimentale viaggiano su binari paralleli destinati a non incontrarsi mai.
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Description: Torna su Rai 2 “Belve Crime” con Francesca Fagnani. Katharina Miroslawa, condannata per l’omicidio Mazza, si racconta tra accuse e verità processuali.




