Peste polmonare in Russia, l’Europa è in pericolo? Cosa sappiamo

Peste polmonare in Russia, l’Europa è in pericolo? Cosa sappiamo
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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La morte di un’operatrice di laboratorio nella regione russa di Irkutsk ha acceso l’attenzione sulla possibile presenza di peste polmonare in Russia, ma al momento non risultano casi secondari né una trasmissione sostenuta da persona a persona. L’ECDC sta monitorando l’episodio e l’Organizzazione mondiale della sanità considera molto basso il rischio per la regione europea. Mosca ha comunicato all’Oms che non risultano casi di peste nella città siberiana e che le persone entrate in contatto con la donna sono risultate negative ai test per agenti infettivi pericolosi. La causa precisa del decesso, tuttavia, non è stata ufficialmente confermata.

Cosa è successo a Irkutsk e perché è scattato l’allarme

La donna lavorava presso l’Istituto di ricerca antiplaga della Siberia e dell’Estremo Oriente, una struttura che studia patogeni pericolosi in un’area dove il batterio responsabile della peste è presente naturalmente negli animali selvatici. L’episodio è emerso dopo una grave polmonite inizialmente descritta dalle autorità russe come di origine sconosciuta. L’Oms ha spiegato che il sistema interno di sorveglianza aveva intercettato il 2 ottobre le notizie riguardanti il possibile caso e il giorno successivo aveva chiesto chiarimenti alle autorità sanitarie russe nell’ambito del Regolamento sanitario internazionale, domandando informazioni sugli esami di laboratorio, sull’indagine epidemiologica e sulle condizioni dei contatti.

La risposta trasmessa da Mosca ha indicato che la malattia aveva avuto inizialmente le caratteristiche di una comune infezione respiratoria virale acuta. Tutti i contatti individuati sono stati sottoposti a sorveglianza e, secondo le comunicazioni ricevute dall’agenzia delle Nazioni Unite, nessuno ha manifestato sintomi riconducibili a una malattia infettiva pericolosa. Rimane però un punto non completamente chiarito: dalle comunicazioni rese pubbliche non risulta se la lavoratrice deceduta sia stata sottoposta a un test definitivo capace di escludere Yersinia pestis come causa della polmonite. È questa incertezza diagnostica ad aver mantenuto il caso sotto osservazione internazionale.

Quanto è alto il rischio per l’Europa

La valutazione sanitaria distingue nettamente la situazione locale dal possibile impatto internazionale. Per l’area di Irkutsk il livello indicato dall’Oms è compreso tra moderato e basso, per l’intera Federazione Russa è basso e per la regione europea dell’organizzazione è giudicato molto basso. Anche l’ECDC sottolinea che non sono state segnalate infezioni secondarie e non esistono elementi che indichino una catena stabile di contagio interumano. Il centro europeo ricorda inoltre che nell’Unione europea non vengono registrati casi di peste da decenni e che sono disponibili antibiotici efficaci contro l’infezione.

La trasmissione della forma polmonare presenta caratteristiche diverse rispetto alla più conosciuta peste bubbonica. Il contagio diretto può verificarsi attraverso le goccioline respiratorie emesse da una persona infetta che abbia già sviluppato i sintomi, ma secondo l’ECDC richiede generalmente un contatto stretto e prolungato. Per questo, in presenza di un caso sospetto o confermato, le misure indicate comprendono l’isolamento del paziente, il trattamento appropriato e l’identificazione rapida delle persone esposte. Non si tratta quindi di un agente che, nelle condizioni finora descritte in Siberia, stia mostrando una diffusione paragonabile a quella tipica dei virus respiratori altamente trasmissibili.

Sintomi e caratteristiche della peste polmonare

La peste è provocata dal batterio Yersinia pestis e può manifestarsi in forme differenti. Quando l’infezione raggiunge direttamente i polmoni può comparire rapidamente una polmonite acuta: tra i sintomi indicati dall’Istituto Superiore di Sanità figurano febbre, mal di testa, debolezza, difficoltà respiratorie, dolore al torace e tosse, che nei casi più gravi può essere accompagnata da sangue nell’espettorato. L’incubazione della forma polmonare primaria può durare da uno a tre giorni e l’evoluzione può essere molto rapida. Il trattamento antibiotico precoce è quindi essenziale e l’ISS indica come particolarmente importante intervenire nelle prime 24 ore dalla comparsa dei sintomi.

La peste non è infatti una malattia scomparsa: continua a circolare in serbatoi animali naturali in diverse aree del mondo, anche se le condizioni sanitarie moderne, la diagnosi microbiologica e la disponibilità di antibiotici hanno cambiato radicalmente la possibilità di controllarla rispetto alle grandi epidemie del passato. La forma bubbonica viene contratta soprattutto attraverso pulci infette o il contatto con materiale contaminato e non passa normalmente direttamente da una persona all’altra; quella polmonare, invece, può consentire il contagio attraverso le secrezioni respiratorie. Per i soggetti esposti a un malato, la gestione sanitaria comprende anche una profilassi antibiotica valutata sulla base del tipo e dell’intensità del contatto.

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