Patrimoniale, il campo largo si smaglia e il centrodestra incassa

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’ipotesi di una patrimoniale, lanciata dalla segretaria del Pd Elly Schlein con la consueta formula che vorrebbe la misura «europea» e comunque «discussa con gli alleati», si è trasformata in un boomerang per la leader dem, generando una frattura nel centrosinistra che pare difficilmente ricomponibile. lavoce

Se da un lato Alleanza Verdi e Sinistra ha plaudito all’iniziativa – con Angelo Bonelli che ha ribadito come «l’1% degli italiani più ricchi paghi, in proporzione, meno tasse del restante 99% dei contribuenti» – dall’altro il principale alleato di coalizione, il Movimento 5 Stelle, ha gelato ogni entusiasmo.

La deputata pentastellata Vittoria Baldino, intervenuta a una trasmissione radiofonica, ha liquidato la proposta definendola «fumo negli occhi in questo momento», aggiungendo con una certa nettezza che nel programma che il partito sta scrivendo con i cittadini «la patrimoniale non c’è». lavoce

Una posizione, quest’ultima, che ricalca la prudenza già manifestata in passato dal leader Giuseppe Conte, il quale ha sempre subordinato un’eventuale tassa patrimoniale a un accordo quantomeno a livello continentale, per evitare fughe di capitali. lavoce

Le reazioni degli alleati e il silenzio dei riformisti

Non migliore è stata l’accoglienza proveniente dall’area più centrista e riformista dell’opposizione. Matteo Renzi, leader di Italia Viva, non ha usato mezzi termini nel definire l’iniziativa di Schlein un «errore tattico e strategico», scatenando un putiferio politico che ha avuto il merito, per lo meno, di distogliere l’attenzione dalle difficoltà della maggioranza. lavoce

A farne le spese è la narrazione di un fronte progressista unito: l’ex ministro dem interpellato da il Giornale si è lasciato andare a uno sfogo amaro, constatando come nonostante le «tante emergenze» si finisca sempre per parlare di nuove tasse.

Lo scenario che si delinea, dunque, è quello di un centrosinistra che arranca nella definizione di un programma comune, con il segretario di Più Europa, Riccardo Magi, che ha chiesto l’apertura di un «tavolo di confronto» proprio mentre le schermaglie tra i partiti ne mettono in luce le profonde divergenze. lavoce

Il muro di gomma del centrodestra tra critiche e dati

Sull’altra sponda politica, il centrodestra ha immediatamente approfittato della sponda offertagli dalla segretaria dem, trovando una compattezza di facciata che raramente sfoggia.

Il vicepremier Antonio Tajani, leader di Forza Italia, è stato categorico sui social network: «Finché Forza Italia sarà al governo e in Parlamento non ci sarà mai la patrimoniale», attaccando la sinistra per la sua presunta ossessione di «infilare le mani nelle tasche degli italiani». lavoce

A fargli eco è stato il responsabile economico del partito azzurro, Maurizio Casasco, mentre dalla Lega Giulio Centemero ha difeso il risparmio privato, considerato «una delle grandi forze del Paese» e non certo una ricchezza da penalizzare ulteriormente. lavoce

In questo contesto di fuoco incrociato, la voce dei tecnici ha provato a riportare la discussione sui binari della concretezza: secondo elaborazioni basate sui dati del ministero dell’Economia, più della metà degli italiani non ha un reddito imponibile, un dato che restituisce plasticamente la complessità di qualunque discussione sull’equità fiscale. lavoce

Le diverse anime tecniche della tassa patrimoniale

Il dibattito, acceso più dalle pregiudiziali ideologiche che da numeri certi, rischia di infrangersi contro la realtà fattuale di cosa sia davvero una patrimoniale.

Dietro questo termine, infatti, si nascondono mondi diversi: può essere un’imposta ordinaria e progressiva (come quella proposta da una parte della sinistra con aliquote crescenti a partire da certe soglie di ricchezza netta), oppure una tassa straordinaria e una tantum per fare cassa. lavoce

L’attuale legge di Bilancio, in vigore ormai da mesi, ha già dimostrato la direzione opposta a quella indicata da Schlein: il governo ha scelto di tagliare l’Irpef sul secondo scaglione finanziando l’operazione attraverso un prelievo temporaneo dal settore bancario e assicurativo, senza però toccare i patrimoni consolidati. lavoce

Se Avs insiste per introdurre «contributi di scopo per patrimoni sopra i 10 milioni di euro», Azione e i centristi fuggono da qualsiasi ipotesi che possa assomigliare a una patrimoniale generalizzata, lasciando la proposta della segretaria del Pd sospesa in quel limbo politico che ne decreta, per ora, la totale inefficacia comunicativa e legislativa. lavoce

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