Manovra, stretta fiscale sulle auto aziendali ad uso misto
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Redazione Economia
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La legge di bilancio 2025 introduce significative modifiche alla disciplina delle auto aziendali concesse in uso promiscuo ai dipendenti, con l'obiettivo di ridurre i sussidi ambientalmente dannosi e, al contempo, fare cassa. La determinazione del valore del fringe benefit, rappresentato dal livello di emissione di anidride carbonica, viene ora modificata in base alla tipologia di alimentazione del veicolo. A partire dal 1° gennaio 2025, per le nuove assegnazioni di veicoli, si terrà conto se il motore è elettrico, ibrido plug-in o termico.
Il provvedimento, che penalizza fortemente le auto aziendali a benzina e diesel, avvantaggia invece quelle elettriche e ibride plug-in. Tuttavia, il testo contiene un bug che, incredibilmente, favorisce anche le vetture super inquinanti, quelle con emissioni di CO2 superiori a 190 g/km. Inoltre, il governo ha inserito una modifica alle agevolazioni Iva, spostando dal 10 al 22% la tassazione dei rifiuti conferiti in discarica, con l'obiettivo di ridurre ulteriormente i sussidi ambientalmente dannosi.
La nuova normativa prevede che la tassazione si basi esclusivamente sulle emissioni di CO2, con quattro fasce di emissioni e altrettante percentuali da applicare al costo in €/km indicato nelle tabelle ACI per il modello/versione di macchina assegnata, da moltiplicare per una percorrenza standard di 15mila km all'anno. Questo cambiamento comporta un aumento significativo della tassazione per gli utilizzatori di auto aziendali maggiormente inquinanti, mentre gli sconti sono riservati alle ibride e alle elettriche.
La legge di bilancio 2025 rappresenta un passo importante verso una maggiore sostenibilità ambientale, ma solleva anche interrogativi sulla sua equità e sull'efficacia delle misure adottate.




