Meloni promette meno tasse al ceto medio, ma nella maggioranza scoppia la lite su fisco e terzo mandato
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Redazione Interno
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Roma – Quello che doveva essere un vertice di governo dedicato al fine vita si è trasformato, nelle stanze di Palazzo Chigi, in un confronto serrato su tasse, terzo mandato e Ius Scholae, rivelando ancora una volta le crepe nella maggioranza. Giorgia Meloni, che aveva cercato di mantenere un tono conciliante aprendo l’incontro con i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, si è trovata ben presto a dover gestire divergenze insanabili, soprattutto sul tema fiscale.
La premier, forte di un piano già pronto, ha annunciato un taglio dell’Irpef per il ceto medio dal valore di circa 4 miliardi, una mossa che mira a recuperare consensi dopo la mancata promessa nella scorsa legge di bilancio. Ma Salvini, da tempo sostenitore di misure come la "rottamazione" e la "pace fiscale", non ci sta: «Così ci fregano», avrebbe sbottato, secondo quanto trapelato, denunciando un approccio che a suo dire penalizzerebbe una parte dell’elettorato. Tajani, dal canto suo, pur appoggiando la riduzione delle imposte, ha ribadito la necessità di trovare un equilibrio con le altre priorità di Forza Italia.
La questione, però, non si limita al fisco. Sul tavolo c’è anche il nodo del terzo mandato, con la Lega che spinge per una riforma che permetta ai sindaci di ricandidarsi oltre il limite attuale, mentre Fratelli d’Italia preferirebbe evitare un tema così divisivo in questa fase. E poi c’è lo Ius Scholae, sul quale le posizioni restano distanti nonostante i tentativi di mediazione.




